23 Novembre 2001

I pili ormai abbandonati a se stessi

PIAZZA SAN MARCO Il Codacons denuncia il degrado delle aste e delle antiche strutture bronzee
I pili ormai abbandonati a se stessi

Il presidente Mario d?Elia stigmatizza anche l?alzabandiera senza picchetto d?onore

Da troppo tempo gli storici “pili“ bronzei di piazza San Marco sono abbandonati a se stessi, senza interventi adeguati di manutenzione. Anzi, probabilmente, sono l`unica parte dell`area marciana che non abbia subito restauri negli ultimi decenni
Così, tra l`incuria e la corrosione ad opera del guano dei colombi, l`opera che lo scultore Alessandro Leopardi realizzò nel 1505 in onore del doge Leonardo Loredan (il suo medaglione è nel pilo centrale) lentamente si deteriora.

Lo denuncia il Codacons regionale che, come è noto, è una delle più importanti associazioni per la tutela dei diritti del consumatore e del cittadino.

Qualcuno potrebbe chiedersi perché una cosa simile interessi un organismo solitamente dedito a segnalare e denunciare frodi, truffe e altri comportamenti scorretti.

In realtà, tra gli scopi dell`organizzazione c`è anche la tutela degli interessi collettivi e dell`ambiente.

«Relativamente di recente – osserva l`avvocato Mario d`Elia, presidente regionale del Codacons – sono stati restaurati solo i leoni di san Marco che si trovano alla sommità delle aste portabandiera, ma non le aste, che pure avrebbero bisogno di manutenzione né i basamenti in bronzo nonostante il pietoso stato di conservazione».

In Italia ogni cosa provvisoria diventa definitiva e così lo è stato anche per le transenne zincate che impediscono alla gente di sedersi sui gradini dei pili, sicuramente più adeguati alla chiusura del traffico automobilistico di una città di terraferma che a piazza San Marco.

Anche in questa direzione il Codacons ha preso una posizione, chiedendo per iscritto al Soprintendente ai beni ambientali ed architettonici nonché al sindaco di intervenire al più prima con una soluzione più decorosa, come più eleganti elementi in ferro battuto.

Che cosa manca, restauro dei pili a parte, da qualche mese a questa parte in piazza San Marco?

Chi passa la domenica mattina di buon`ora non può aver fatto a meno di notarlo: il picchetto d`onore di militari non c`è più. Le bandiere italiana, dell`unione europea e il gonfalone della Serenissima sono issati senza alcuna cerimonia da una squadra di vigili del fuoco mentre alcuni vigili urbani tengono lontane le persone per motivi di sicurezza.

Non c`è più invece la marcia dei soldati e il presentat`arm nonostante fosse diventato con il tempo un appuntamento sia per i veneziani che per quelli che non risiedono in città. A sollevare il problema è ancora una volta il Codacons, per voce del suo presidente regionale, l`avvocato Mario d`Elia.

«Da mesi il picchetto è sparito apparentemente senza motivazione – spiega – ritornando solo in occasione del 4 Novembre, ma quella domenica è stata solo un fatto eccezionale perché poi la situazione è tornata quella di prima.

Perciò ho chiesto al sindaco e ai comandanti delle forze armate di Venezia di provvedere al ripristino della cerimonia dell`alzabandiera alla presenza di un picchetto d`onore.

E poi di verificare la possibiltà, in determinate occasioni, di una cerimonia con picchetto d`onore in alta uniforme o con divise storiche.

Anche dal punto di vista turistico aveva la sua importanza la presenza del plotone di Lagunari o di marinai che marciavano in piazza tra i flash dei turisti. In fondo, non facciamo anche noi la coda a Londra per fotografare le guardie della Regina?».

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