«I piccoli ospedali devono restare aperti»
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fonte:
- Corriere della Sera
Sondaggio: il 56% degli italiani contro i tagli. Sirchia: ma al massimo si elimina qualche reparto
ROMA – Chiusura dei piccoli ospedali: più della metà degli italiani dice no. E, mentre opposizione e consumatori promettono battaglia, il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, precisa: «Non ho mai parlato di chiusura. Queste strutture vanno solo adattate alle esigenze del territorio: al massimo può essere eliminato qualche reparto». E sottolinea: «Sono state le Regioni, tutte le Regioni, a firmare l?accordo che prevede la riduzione dei posti letto. Non è certo una mia imposizione».
SONDAGGIO – Secondo un sondaggio dell?Osservatorio sulla terza età Ageing society, il 55,7 per cento degli italiani è contrario alla chiusura dei nosocomi minori. L?indagine ha avuto per campione 5 mila persone con più di 50 anni. Più netto il no alla reintroduzione delle mutue, contrario il 70,3 per cento degli intervistati. Mentre il 62,3 per cento è convinto che la sanità deve comunque restare in mano pubblica.
CONSUMATORI – Dello stesso avviso anche l?intesa dei consumatori. Secondo le associazioni Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori la «chiusura indiscriminata delle piccole strutture può essere pericolosa e potrebbe creare molti problemi a diversi Comuni». Netto il giudizio di Enrico Borghi, presidente dell?Unione delle comunità montane, che di Comuni ne conta 4 mila, per un totale di 10 milioni di abitanti: «In montagna – spiega – i costi della sanità salgono del 20 per cento per la bassa densità demografica e le difficoltà nei collegamenti. Ma anche queste persone hanno diritto alla salute».
SIRCHIA – Spiega il ministro Sirchia: «Il nostro obiettivo è creare i centri di eccellenza: strutture con le attrezzature più avanzate, almeno una per provincia». Ma non per questo bisogna chiudere gli ospedali piccoli. «Basta convertirli per la cura dei malati cronici, come gli anziani con problemi ortopedici. Si può decidere di chiudere alcuni reparti, penso a quelli di cardiologia che per funzionare davvero bene hanno bisogno di attrezzature sofisticate. Ma non tutto». Sirchia ricorda poi che l?accordo per ridisegnare la rete ospedaliera italiana e? stato firmato da tutte le Regioni: «L?8 agosto del 2001, con il patto di stabilità per il contenimento della spesa sanitaria. Tra gli obiettivi c?è anche la riduzione dei posti letto per i malati acuti: 4 ogni mille abitanti, contro gli oltre 5 di oggi. Non è una cosa che piomba dall?alto».
FITTO – Fischi e applausi per Raffaele Fitto. Il presidente della Regione Puglia era ieri a Ceglie Messapica per l?ennesimo confronto sul piano ospedaliero. Fuori dalla sala è stato contestato da 400 persone, tra cui molti appartenenti alla Sinistra giovanile. Dentro, applaudito da altre duecento. Anche il Lazio si prepara a tagliare i posti letto nelle strutture periferiche. Ma anche qui l?opposizione dice no.
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