I più colpiti pensionati al minimo, famiglie monoreddito e pensionati
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Costa la spesa quotidiana
MATERA – Dalla parte dei pensionati al minimo, delle famiglie monoreddito e numerose. Per difendere la loro spesa quotidiana. Si sono presentate così i sette rappresentanti delle organizzazioni dei consumatori alla vigilia della sciopero del non acquisto in programma per domani. «Teniamo vuote le buste e lasciamo pieni i banchi di frutta, verdura, pane e quant’altro occorre per organizzare anche il più frugale dei pasti. Diamo un segnale forte del malumore di noi acquirenti», hanno detto nel corso di una conferenza stampa. Domani, poi, saranno in strada e nei mercati a fare volantinaggio e per spiegare alla gente che è tempo di chiedere un cambiamento.
È stato Angelo Cotugno, di Federconsumatori, a lanciare la prima proposta sollecitando un confronto con le organizzazioni dei commercianti. «Vogliamo discutere di prezzi per dimostrare che non siamo dei visionari quando parliamo di aumenti anche nell’ordine del cento per cento. I meno fortunati ormai non riescono più ad arrivare alla fine del mese, tre settimane e le risorse economiche sono finite. Andare avanti così è come prepararsi ad un suicidio di massa».
Accuse durissime nei confronti di chi ha sempre evitato di monitorare i prezzi «che crescono in modo esponenziale senza che nessuno abbia il potere di fermarli». Sul banco degli imputati soprattutto il Comune al quale è stata chiesta una migliore e più puntuale utilizzazione del nucleo di polizia annonaria. «Vorremmo sapere che ci fanno quegli uomini in divisa nei mercati se sotto il loro naso crescono i prezzi di lattuga e carote, pesche e pere, cocomeri e cipolle».
Da Anna Selvaggi Tamburrino, di Federcasalinghe, l’annotazione più forte. «In un questionario consegnato ai consumatori un mese fa si legge tutto il disagio della nostra gente. Cinquecento risposte tutte uguali per dire che questo è davvero troppo». La sua proposta? «Un’ordinanza del sindaco che imponga il doppio prezzo, in euro ed in lire, perchè si possa definire meglio il costo della merce da acquistare. Molte persone anziane non hanno ancora acquisito la necessaria dimestichezza con la nuova moneta».
«Se la gente corre verso i discount ci sarà pure un motivo?», hanno detto i responsabili delle organizzazioni dei consumatori. Per Vincenzo Di Riso, di Altroconsumo, «serve un tavolo permanente di concertazione che metta insieme parte pubblica, produttori, commercianti e noi consumatori per monitorare i prezzi e, ove possibile, raffreddarli». Angelo Bianchi, di Cittadinanza Attiva, ha ampliato il tema del confronto. «Mettiamo sul piatto della bilancia anche i prezzi dei servizi, dei farmaci, delle tariffe, delle tasse, dei trasporti. Non è solo la spesa un problema, è proprio difficile vivere così». Ed ha chiesto che il Comune utilizzi il sito internet per divulgare i prezzi dei generi alimentari. «Sì – ha aggiunto Angelo Antonucci dell’Adoc – qui serve un borsino dei costi al dettaglio in modo da orientare l’acquirente nella spesa quotidiana». Infine, la minaccia più significativa cui hanno aderito Codacons e Lega consumatori delle Acli, presenti all’incontro con propri rappresentanti: «Siamo pronti a scendere nuovamente in campo per segnalare i negozi in cui è preferibile non avvicinarsi. Negli Stati Uniti la gente si difende così, forse è tempo che anche qui da noi ci si cominci a muovere in questa direzione».
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