8 Agosto 2007

I PETROLIERI RESISTONO, RIBASSA SOLO L`AGIP

I petrolieri resistono, ribassa solo l`Agip Un`altra sforbiciatina. L`Eni lima di due centesimi il prezzo della benzina. E di 1,5 quello del gasolio. Per il cane a sei zampe è il secondo intervento al ribasso in tre giorni. Ma gli altri gruppi, almeno per ora, tengono la bocca chiusa. Si vedrà se seguiranno l`esempio. Oppure no. Intanto, il match tra il governo e le compagnie continua. E, in vista dell`incontro di venerdì, si alzano i toni. L`Unione petrolifera contesta i dati diffusi lunedì dal dicastero dello Sviluppo economico. E sostiene che, depurato dal carico fiscale, l`effettivo differenziale di prezzo tra Italia ed Europa è di 0,053 euro per la verde e 0,039-0,040 euro per il gasolio. E accusa Palazzo Chigi: “I vostri dati comprendono anche la componente tributaria che differisce da un Paese all`altro e che nel nostro caso risulta amplificata dall`effetto Iva, pari al 20%, che grava sia sul prezzo industriale, sia sulle accise, determinando un maggiore gettito per litro anche per lo Stato“. Subito Palazzo Chigi rispedisce al mittente le accuse sul fisco-vampiro causa dei rincari. E chiarisce che, se il prezzo della benzina va a briglia sciolta, la colpa è tutta dell`oligopolio dei gruppi che operano nel settore e che fanno lievitare i prezzi. “Perché – spiega Alfiero Grandi sottosegretario all`Economia – il nostro carico tributario è assolutamente in linea con la media europea. Né si pagano più la guerra di Abissinia e altre voci pittoresche“. Comunque il tavolo convocato venerdì tenterà di fare chiarezza. Intanto uno studio realizzato da Nomisma Energia rileva, però, che sui prezzi dei carburanti gravano circa 5 centesimi di “sovrapprezzo“ e che rispetto al livello “ottimale“, ottenuto sommando ai costi per l`acquisto la materia prima un margine “normale“ a copertura di trasporto e distribuzione, il prezzo nell`ultima settimana sarebbe dovuto essere di 4,9 centesimi in meno. C`è poi il nodo della rete, sui cui ha richiamato l`attenzione l`Antitrust. L`altro ieri dopo aver ricordato alle compagnie che i margini per un calo dei prezzi ci sono, il presidente, Antonio Catricalà, ha spostato la sua attenzione “sull`inefficienza del sistema distributivo“. Anche qui, ha detto in sostanza il Garante, bisogna cambiare passo e “i nostri distributori si devono rendere conto che non possono fare l`unico profitto solo sulla benzina. Devono anche avere altri prodotti da vendere“. E, mentre il viceministro per lo Sviluppo economico, Sergio D`Antoni, spiega che il governo sta studiando come sterilizzare l`Iva sul carburante, i consumatori hanno fatto qualche altro calcolo. La ricetta per ridurre i prezzi – spiega il Codacons – esiste e basta realizzare, attraverso appositi decreti amministrativi, alcune misure che investono sia il piano fiscale, che quello della concorrenza. Nel complesso si potrebbe arrivare a un risparmio di 0,42 euro al litro che per una famiglia media rappresenta una minor spesa di circa 450 euro l`anno di costi diretti. E 200 euro di costi indiretti, visto che ogni 3 centesimi di aumento sul prezzo dei carburanti vi è una variazione dello 0,1% dei prezzi dei beni trasportati.

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