I petrolieri: prezzo giù ma resterà elevato
-
fonte:
- l`Adige
L´equilibrio
non scenderà
sotto i 30 dollari
ROMA ? Gli automobilisti italiani in partenza per le vacanze possono sperare, al massimo, che i prezzi della benzina non aumentino e si mantengano sui livelli attuali. Di riduzioni nei prossimi mesi, infatti, non si dovrebbe parlare. Parola di petrolieri: i prezzi «rimarranno sui livelli attuali per tutta l´estate, se non più alti», avverte infatti l´amministratore delegato della Erg, Alessandro Garrone, che ridimensiona così i timidi segnali di ottimismo del presidente dell´Unione petrolifera, Pasquale De Vita, che ha parlato solo di «segnali positivi in termini di discesa del prezzo, sia pure in maniera molto lieve».
E, mentre l´industria petrolifera si schiera compatta – pur sottolineando che «pochi sono disposti a crederlo» – nell´asserire che i prezzi dei carburanti degli ultimi tempi sono tra i più bassi dal dopoguerra a oggi, i consumatori insorgono e rinviano al mittente il messaggio: «Gli automobilisti italiani – stigmatizza l´Intesa – non hanno certo le traveggole e si rendono conto benissimo di quello che pagano». Le parole di De Vita, che dati alla mano ha spiegato all´assemblea dell´Up come «il prezzo attuale della benzina è tra i più bassi, ovviamente in termini reali, nella storia della commercializzazione del prodotto», riaprono così le polemiche. Con il ministro delle attività produttive, Antonio Marzano, che torna a ricordare che in materia di commercio il governo ha le mani legate invitando le Regioni, a cui spettano le competenze, a «obbligare i benzinai a esporre i prezzi». Per promuovere la concorrenza mettendo gli automobilisti in grado di individuare e scegliere i distributori più convenienti. La ristrutturazione della rete di distribuzione dalla quale si attendeva un calo dei prezzi non «ha funzionato», avverte il ministro ed il gap tra l´Italia ed il resto d´Europa resta. Un peso, quello legato ad una rete arretrata, che gli stessi petrolieri stimano pesare – in termini di divario con i partner di eurolandia – per circa 0,04 euro al litro sui prezzi alla pompa. Mentre il caro benzina continua a tenere banco, l´effetto del caro petrolio rischia di farsi sentire pesantemente non solo sulle tasche degli automobilisti ma sui conti di tutta l´azienda Italia. E proprio sul fronte del costo del greggio l´Up avverte che si potrà ristabilire, se la situazione internazionale si rasserenasse, una stabilità dei prezzi, ma intorno ai 30 dollari al barile. Le riserve ci sono e basteranno ma bisognerà imparare a sfruttarle, abituandosi a prezzi dell´energia più alti, legati ai maggiori costi che richiederanno le tecnologie più sofisticate (necessarie per sfruttare al meglio i giacimenti) e per portare il greggio da nuove aree di esplorazione e coltivazione ai paesi consumatori. E – tuona De Vita – bisognerà tornare anche al risparmio, rispolverando politiche andate desuete negli ultimi anni.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: automobilisti, Benzina, carburanti, de vita, intesa, marzano, Prezzi, unione petrolifera
