24 Giugno 2004

I petrolieri avvertono: niente ribassi per la benzina

I petrolieri avvertono: niente ribassi per la benzina

De Vita (Unione Petrolifera): bolletta più salata di 1 miliardo per l?azienda Italia nel 2004



GLI automobilisti italiani in partenza per le vacanze possono sperare, al massimo, che i prezzi della benzina non aumentino e si mantengano sui livelli attuali. Di riduzioni nei prossimi mesi, infatti, non se ne dovrebbe parlare. Parola di petrolieri: i prezzi «rimarranno sui livelli attuali per tutta l`estate, se non più alti», avverte infatti l`amministratore delegato della Erg, Alessandro Garrone, che ridimensiona così i timidi segnali di ottimismo del presidente dell`Unione Petrolifera, Pasquale De Vita, che nella sua relazione annuale, ha parlato solo di «segnali positivo in termini di discesa del prezzo, sia pure in maniera molto lieve», limitandosi ad auspicare che la tendenza al ribasso degli ultimi giorni «continui» in vista dell`esodo. De Vita, ha sottolineato che se il contesto «generale dovesse in qualche misura schiarirsi, le quotazioni potrebbero tornare in una fascia più ragionevole, intorno ai 30 dollari al barile. Ma appare assai improbabile che il prezzo possa tornare ai livelli modesti degli anni `90, quando mediamente oscillò sui 18 dollari». Per l`azienda Italia si profila quest`anno un conto più salato per la bolletta petrolifera – la spesa cioè per l`approvvigionamenti di greggio e suoi prodotti – per circa 1 miliardo di euro. Nonostante l`apprezzamento dell`euro ed il calo dei consumi (-2%) se il cambio euro-dollaro e le quotazioni del greggio dovessero rimanere sui livelli attuali – ha spiegato De Vita – la fattura petrolifera salirebbe a 16 miliardi di euro mentre quella energetica raggiungerebbe quota 27,8 miliardi (26,5 l`anno scorso). De Vita coglie anche l`occasione per lanciare un allarme: il forte aumento dei consumi previsto per i prossimi anni – soprattutto per la forte domanda attesa dai paesi emergenti come Cina, India e Giappone – impone dei «cambiamenti». Le riserve ci sono e basteranno ma bisognerà imparare a sfruttarle, abituandosi a prezzi dell`energia più alti, legati ai maggiori costi che richiederanno le tecnologie più sofisticate (necessarie per sfruttare al meglio i giacimenti) e per portare il greggio da nuove aree di esplorazione e coltivazione ai paesi consumatori.
E, mentre l`industria petrolifera si schiera compatta – pur sottolineando che «pochi sono disposti a crederlo» – nell`asserire che i prezzi dei carburanti degli ultimi tempi sono tra i più bassi dal dopoguerra ad oggi, i consumatori insorgono e rinviano al mittente il messaggio: «gli automobilisti italiani – stigmatizza l`Intesa – non hanno certo le traveggole e si rendono conto benissimo di quello che pagano».
Intanto il ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano, ribadisce che in materia di commercio il Governo ha le mani legate invitando le Regioni, a cui spettano le competenze, ad «obbligare i benzinai ad esporre e rendere noti in ogni modo possibile i prezzi». Per promuovere la concorrenza mettendo gli automobilisti in grado di individuare e scegliere i distributori più convenienti.
La ristrutturazione della rete di distribuzione dalla quale si attendeva un calo dei prezzi non «ha funzionato», avverte il ministro ed il gap tra l`Italia ed il resto d`Europa resta. Un peso, quello legato ad una rete arretrata, che gli stessi petrolieri stimano pesare – in termini di divario con i partner di eurolandia – per circa 0,04 euro al litro sui prezzi alla pompa.

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