10 Settembre 2019

I periti del Codacons: «Mose destinato a non funzionare»

L’ ANALISI VENEZIA Il progetto definitivo del Mose è basato su un «falso tecnico» che minimizza il problema delle oscillazioni delle paratoie. In realtà non si sa come si comporteranno in condizioni di mare reale. Per questo la sperimentazione è un «azzardo» e il rischio è che il sistema collassi. Tornano alla carica gli ingegneri Vincenzo Di Tella, Gaetano Sebastiani, Paolo Vielmo, esperti di ingegneria marina e offshore, fieri oppositori del Mose, che a suo tempo proposero una soluzione alternativa (la paratoia a gravità). Stavolta i tre ingegneri, come consulenti di Codacons, che ha chiesto un accesso agli atti, hanno potuto esaminare documenti e analisi utilizzati dal Cvn per determinare il comportamento dinamico delle paratoie. Una delle questioni più dibattute dai tecnici per la possibilità che, in particolari condizioni, le paratoie oscillino senza controllo. La cosiddetta risonanza sub-armonica, rilevata fin dagli anni 90, dopo una serie di prove a Delft in Olanda, dagli esperti internazionali che esaminarono il progetto di massima e raccomandarono altre analisi. Così furono fatte ulteriori prove a Voltabarozzo e nel 2002 fu licenziato il progetto definitivo . Ebbene, esaminando quelle prove, i tre ingegneri accusano ora il Cvn di non aver seguito le raccomandazioni degli esperti e il Comitato tecnico di magistratura di aver «approvato il progetto definitivo con un falso tecnico scrivendo: la risonanza sub- armonica che si ha in mare regolare ovvero con onde monocromatiche scompare nelle prove in mare irregolare. Nei documenti agli atti da noi esaminati nelle prove fatte a Delft e successivamente anche a Voltabarozzo è del tutto evidente che quando c’ è risonanza sub armonica in mare regolare la stessa si ha anche in mare irregolare. Il progetto è proseguito con l’ approvazione basata su questo falso». I tre ingegneri criticano duramente le modellazioni, in quanto parziali, fatte in vasche troppo piccole. Il Mose è una «grande opera pubblica priva di un reale progetto affidabile e sicuro». E ora la sperimentazione è un «azzardo, in quanto non è detto che nel periodo di prova si manifestino condizioni rappresentative dell’ intera gamma delle condizioni di progetto e quindi non può essere conclusiva, oppure può essere estremamente rischiosa ove si manifestassero particolari condizioni d’ onda che, come appare da rilevanti indizi emersi nelle prove su modello, possono portare il sistema al collasso». Accuse pesanti, messe nero su bianco in un rapporto di 44 pagine che ora è sul tavolo del Codacons, che sta valutando con i suoi legali come procedere. R. Br. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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