I pensionati in piazza
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Ottima riuscita della riunione organizzata per il 5 ottobre scorso, nella sede de “Il Tempo“ di Roma, dalla Consulta dei pensionati e dalla Fipu (Federazione italiana pensionati uniti), di cui fanno parte 105 associazioni nazionali di pensionati di tutta Italia. La discussione sviluppatasi sul tema delle pensioni, già pesantemente decurtate dal cambio lira-euro e dalla svalutazione reale che ne è derivata (valutabile quanto meno al 50% secondo gli stessi dati economici contenuti nei provvedimenti del governo Prodi), sui cui grava l`aumento delle tariffe e dei prezzi dei generi di consumo, soprattutto degli alimentari, ha avuto un grande successo e ha portato ad una conclusione: tutto ciò è destinato a fragilizzare un equilibrio di mera sopravvivenza, già molto precario. Per questo è necessaria una risposta forte! Urgono iniziative e programmi. Alla manifestazione, cui hanno partecipato il direttore de “Il Tempo“ Sanzotta, il presidente della commissione Trasparenza del Comune di Roma Rastelli, il segretario nazionale del Codacons Badini, il presidente Dirstat pensionati Palmieri, la presidente dell`Unpscm Santinelli, ed altri importanti esponenti delle associazioni di categoria, ha posto in rilievo la grave situazione di disagio in cui versano i pensionati, vessati da leggi inique che decurtano sempre di più il loro magro emolumento mensile. Il malessere dei pensionati – che non hanno più alcuna fiducia nell`attuale governo, né del resto la avevano in quello che lo ha preceduto – cresce sempre di più perché essi si considerano una “preda“ dei partiti nelle circostanze elettorali, “preda“ che viene poi sistematicamente abbandonata a sé stessa subito dopo. Dal lontano 1991 – quando con sentenza 1/91 della Corte costituzionale, ottenuta dal sottoscritto, e con legge 59/91, ai dirigenti e non dirigenti dello Stato fu perequata la pensione – nessuna iniziativa legislativa è nuovamente intervenuta per adeguarla al reale costo della vita, soprattutto dopo l`introduzione dell`euro. Anzi, per contro la legge 335/95 ha colpito indiscriminatamente le pensioni di reversibilità che vengono decurtate (in base al reddito percepito) anche del 100%. Anche la Finanziaria 2007 (commi 774, e seguenti) ha ulteriormente indebolito le pensioni. Ciò é destinato a rendere fragile un equilibrio di mera sopravvivenza già mo1to precario. La Consulta dei pensionati e la Federazione italiana pensionati uniti hanno deciso di scendere in piazza per manifestare il dissenso dei pensionati, le cui istanze e necessità sono completamente ignorate dalla classe politica.
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