24 Gennaio 2007

I pendolari: “Sciopero del biglietto“

È guerra aperta fra viaggiatori della Treviso-Venezia e compagnia ferroviaria. Gli utenti: “Dateci i rimborsi“. La compagnia: “Non sono previsti“
I pendolari: “Sciopero del biglietto“

TREVISO. Sciopero del biglietto per i pendolari di Trenitalia che chiedono anche il rimborso per i disagi subiti sulla Treviso-Venezia. Una minaccia che lascia indifferente Trenitalia, la quale replica che non è prevista alcuna forma di rimborso per i ritardi dei treni regionali. E sul caso scende in campo anche il Codacons. “Vien voglia di non pagare il biglietto – dice il presidente Franco Conte – viste le condizioni in cui oggi studenti e lavoratori sono costretti a viaggiare“. Ma il caso ormai è diventato politico dopo l`annuncio dell`apertura di un`inchiesta da parte dell`assessore regionale Chisso. Iniziativa bollata però come “sostanzialmente inutile“ da Trenitalia, perchè i motivi dei ritardi sono tutti registrati dalla stessa azienda. “I pendolari dovrebbero iniziare uno sciopero del biglietto. Siamo esasperati, il costo puntualmente aumenta, mentre il servizio puntualmente peggiora“. E` lo sfogo di Gianni Foffano leader dei pendolari che ogni giorno affrontano la tratta più infernale del Veneto, la Treviso-Venezia. Foffano assieme ad un altro gruppo di utenti sta portando avanti un`autentica battaglia contro i continui disagi che quotidianamente si trova ad affrontare chi usa il treno: ritardi cronici, carrozze sporche ed insufficienti a contenere i passeggeri e mancata manutenzione dei locomotori che, come è accaduto lunedì a Mogliano, improvvisamente si bloccano e nessuno sa come e quando potrà arrivare a destinazione. E proprio sull`inferno di lunedì torna anche Trenitalia. “Ci scusiamo ancora con i pendolari – dicono in azienda – Il nostro obbiettivo è quello di continuare a migliorare il servizio. Per quanto riguarda i rimborsi, non sono previsti per i biglietti del trasporto regionale. Dobbiamo però segnalare che la tratta Treviso-Venezia è una di quelle più critiche perchè nel corso degli anni c`è stato un aumento esponenziale della domanda non seguito da un adeguamento delle infrastrutture“. In molti probabilmente salirebbero in treno senza pagare il biglietto, dato che a Mogliano sono già stati occupati i binari in segno di protesta. Anche a Franco Conte presidente del Codacons “verrebbe voglia di non pagare il biglietto viste le condizioni in cui oggi studenti e lavoratori sono costretti a viaggiare“. Ma aggiunge: “Purtroppo in questo Paese la legge viene applicata rigorosamente verso i deboli, mentre verso gli amici e i furbetti si adotta sempre una linea morbida. Oggi i pendolari li definirei becchi e bastonati“. Secondo Conte “esiste un grave inadempimento contrattuale da parte di Trenitalia, perché tutta la manutenzione è stata drasticamente ridimensionata. In pratica la riduzione dei costi in officina è ricaduta sugli utenti, un intervento che definisco doloso“. L`avvocato però non si scoraggia: “Il consumatore è diventato carne da macello poiché per ottenere un rimborso deve fare una trafila talmente lunga che preferisce rinunciare. Potrà però affidarsi alle associazioni dei consumatori che lo potranno assistere dal giudice di pace. A breve saranno pronti dei modelli agevolati, scaricabili da Internet da presentare al giudice di pace, soprattutto guadagnando tempo“. Secondo Conte “il passeggero potrà essere rimborsato dal danno emergente, al lucro cessante. Entrambi rimborsabili, chiaramente con tanto di documentazione“. Valter Rigobon segretario generale di Adiconsum invece chiede “alla Regione di vigilare e di essere più rigorosa verso Trenitalia. In pratica deve perseguire con maggior rigidità le inadempienze delle ferrovie. E` triste constatare che il ritardo è ormai normale, mentre la puntualità è diventata un`eccezione“. Rigobon non è d`accordo sullo sciopero del biglietto. “Non porterebbe ad alcun risultato e danneggerebbe i dipendenti delle ferrovie che non hanno colpe in merito a un sistema che funziona malissimo. Non sono altresì d`accordo sull`occupazione dei binari, la trovo poco utile“. E poi ha aggiunto: “Da tempo stiamo cercando di costruire un tavolo per cercare le modalità per i reclami e per ridare credibilità ad un sistema dei trasporti ormai alla frutta. Un esempio? Dalle informazioni avute sull`episodio di Mogliano, sembra che il treno di soccorso abbia spinto quello con il locomotore guasto. Ma dove siamo arrivati?“.

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