1 Giugno 2005

I pediatri: «Più incidenti per emulazione del wrestling»

I pediatri: «Più incidenti per emulazione del wrestling»



Roma. Il wrestling «fa male» ai bambini: da quando questa disciplina ha infatti preso piede nei mass media, spopolando soprattutto nella platea dei più piccoli, tra i bambini è aumentato il numero degli incidenti legati, proprio, all`imitazione delle violente mosse dei lottatori dai pesi massimi. A lanciare l`allarme, anche se il fenomeno non è ancora quantificabile, sono i pediatri: No al wrestling per i più piccoli, è il loro monito, anche se fondamentale resta comunque il ruolo dei genitori.
«Non disponiamo di dati precisi – ha affermato il presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), Pierluigi Tucci – ma da quando il wrestling sta spopolando in Italia, abbiamo notato un aumento degli incidenti tra i bambini a causa dell`emulazione di questo sport; il rischio di incidenti si è cioè in qualche modo accentuato».
Una preoccupazione, quella legata al wrestling come spettacolo inadatto e pericoloso per i bambini, condivisa anche dalla presidente della commissione bicamerale per l`Infanzia Maria Burani Procaccini che, solo pochi giorni fa, ha definito questa attività «diseducativa»: «Appassiona troppo i bambini – ha sottolineato – ed induce a ritenere che la forza fisica e la violenza siano elementi prevalenti, a cui ambire nel percorso di crescita». Per questo, Burani ha annunciato che presenterà a breve in Commissione una risoluzione che obblighi le tv in chiaro ad inserire il bollino di accompagnamento per le trasmissioni sul Wrestling e che inviti anche la tv satellitare a spiegare ai ragazzi cos`è questa disciplina.
E lotta aperta al wrestling è stata dichiarata pure dal Codacons e dall`Osservatorio sui diritti dei minori, che hanno lanciato un appello per vietare ai minori di 14 anni le kermesse di wrestling.

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