2 Aprile 2015

I passeggeri: «Sequestrate un milione»

I passeggeri: «Sequestrate un milione» 

di Giampiero Cocco TEMPIO La richiesta di un sequestro conservativo per l’ equivalente di un milione di euro è al vaglio del magistrato del tribunale civile di Tempio Elisabetta Carta. Il giudice, ieri mattina, ha aperto il contenzioso civile inerente la richiesta di risarcimento danni che vede contrapposti oltre mille passeggeri lasciati a terra, tra il 29 agosto e il 10 settembre 2013 e la ex compagnia di navigazione isolana GoInSardinia. E mentre il magistrato, dopo aver ascoltate le ragioni dei richiedenti e le giustificazioni esternate dal presidente di GoInSardinia Gian Paolo Scanu il quale sostiene di non aver potuto ancora pagare un euro in quanto i documenti relativi ai passeggeri erano sotto sequestro penale da parte della guardia di finanza (?), si è riservato di decidere in relazione al sequestro, i responsabili del Codacons continuano a raccogliere adesioni alla gigantesca class action intentata contro la ex compagnia di navigazione. Una società low cost messa in piedi da un gruppo di imprenditori turistici che, con una nave, intendevano abbattere i costi dei trasporti da e per l’ isola. Gli altri 11 mila passeggeri – tanti sono infatti i clienti di GoInSardinia che si sono dovuti sobbarcare il doppio prezzo del biglietto per arrivare in vacanza o lasciare la Sardegna, coinvolti loro malgrado nell’ annunciato tracollo economico di GoInSardinia-, in queste ora stanno infatti pensando di salire sul treno dei risarcimenti partito ieri dal Tribunale di Tempio, prima che sia troppo tardi. Gian Paolo Scanu, dopo il rassicurante impegno «di saldare ogni debito entro gennaio», si è ora rifugiato dietro l’ ipotesi del lodo arbitrale aperto contro l’ armatore greco Anek Lines che, a suo dire, penderebbe presso la London maritime arbitration, l’ organismo internazionale che si occupa di contenziosi tra armatori e compagnie di navigazione. Ma, oltre alle parole, non si sono aggiunti documenti o fatti. «Il sequestro conservativo richiesto ieri – ha spiegato l’ avvocato Vittorio Marrocu, uno dei legali che rappresenta il migliaio di passeggeri che ha fatto ricorso al giudice – punta a custodire i beni della compagnia così da non vanificare la richiesta risarcitoria che arriverà in sede di merito. L’ istanza è semplicemente finalizzata al recupero delle somme forfettarie spese dai passeggeri per far rientro a casa». Praticamente un migliaio di euro a testa tra rimborso del biglietto e danni morali derivati dalla mancata partenza. Il caso è anche al vaglio della magistratura penale, che ha avviato un’ indagine, all’ indomani del fermo della nave El Venizelos noleggiata da GoInSardinia dalla società greca Anek Lines, per interruzione di pubblico servizio e altri capi d’ accusa che, sino al momento, risultano secretati dal magistrato inquirente, il capo della procura di Tempio Domenico Fiordalisi. L’ annullamento delle corse del traghetto face scattare l’ emergenza sui porti di Olbia e Livorno, i due scali dove la nave approdava per trasportare i passeggeri da una sponda all’ altra del Tirreno. L’ alta professionalità dell’ ammiraglio Nunzio Martello, direttore marittimo del Nord Sardegna, mitigò al massimo il disagio dei passeggeri, tra i quali intere famiglie con bimbi al seguito. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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