19 Ottobre 2012

I pass gratuiti costano 500mila euro

I pass gratuiti costano 500mila euro

 

LECCE – Sgm, quindi il Comune, quindi la collettività, perdono qualcosa come mezzo milione di euro all’ anno per via dei 500 permessi di parcheggio gratuiti distribuiti da Palazzo Carafa alle figure istituzionali della città. Suppergiù la stessa cifra che sempre Sgm – la partecipata municipale cui compete la gestione delle strisce blu – incassa annualmente dalla sosta tariffata. E’ importante sottolineare che queste sono tutte informazioni fornite da autorevoli fonti comunali. Le stesse che invitano a fare alcune semplici operazioni aritmetiche per ricavare il «mancato guadagno» o, se vogliamo, il «danno» arrecato alle casse pubbliche. In pratica, secondo gli esperti del Comune, un singolo stallo produce in media mille euro all’ anno. E se si moltiplica questa cifra per 500 (totale dei pass) il risultato è, appunto, 500mila euro. Ovviamente, come avvisano gli stessi tecnici, si tratta di numeri approssimativi che si prestano, tuttavia, ad essere rivisti persino al rialzo. Per spiegare il perché, sempre dal Comune, suggeriscono di fare un altro calcolo. Le tariffe orarie per la sosta in città oscillano da un minimo di 0,52 a un massimo di 1,03 euro, quindi la media è 0,78 euro, che se moltiplicati per cinque ore al giorno diventano 3,90 (mancato guadagno stimato giornaliero per ogni singolo pass). In un anno, escludendo le domeniche e arrotondando per difetto i giorni a 300, ogni possessore di permesso gratuito risparmia mediamente 1.170 euro. Dunque, mettendo insieme tutti e 500 i beneficiari il risparmio complessivo per le loro tasche o, guardando la cosa da un’ altra prospettiva, il mancato guadagno per la partecipata del Comune, arriva a quota 585.000 euro. I conti della serva, fatti da chi a Palazzo Carafa ha voce in capitolo, ma chiede l’ anonimato, sono questi. Va anche detto che i pass non sono nominativi, ma «al portatore»: su ognuno di essi non viene riportato alcun nome né un numero di targa. E ciò fa riflettere il Codacons leccese che, dopo avere attaccato il Comune nei giorni scorsi definendo i permessi «un assurdo privilegio», torna a farsi sentire offrendo altri spunti di riflessione. Piero Mongelli, che presso l’ associazione dei consumatori dirige l’ ufficio legale, ragiona: «Siccome sui tagliandi non c’ è alcun nominativo, chi ci dice che questi non vengano prestati a figli e parenti?». E ancora: «Ho letto l’ elenco dei beneficiari fornito dal Comune che cita genericamente le cosiddette istituzioni cui sono destinati i pass, ma mi accorgo che in diversi casi chi li ha ottenuti non ha alcun ruolo istituzionale, ad esempio ci sono anche delle associazioni private. Non si riesce a comprendere perché tanta gente che non svolge funzioni pubbliche debba essere esentata dal pagamento del parcheggio. E’ davvero inconcepibile che di questi tempi resistano ancora delle sacche di privilegiati. Dai politici, in particolare, dovrebbe partire il buon esempio». Insomma, secondo il Codacons, i tempi di vacche grasse sono finiti per tutti, tranne che per la «casta». Antonio Della Rocca RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

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