12 Maggio 2019

I paradossi della sfera di cristallo

Un aspetto paradossale della lunga crisi economica che stiamo vivendo – o è finita e non ce ne siamo accorti? – è dato dall’ accresciuto volume d’ affari di maghi, cartomanti, fattucchieri: un vero e proprio boom . È come se di fronte alle incognite del domani noi italiani cercassimo una speranza nella sfera di cristallo. Assurdo, lo so, ma i dati raccolti dal Codacons, una delle più note associazioni in difesa dei consumatori, sembrano dar forza alla ipotesi. Gli incassi dei cosiddetti «operatori dell’ occulto» sono aumentati del 500 per cento proprio in questi tempi di accentuate tribolazioni sociali. Un giro d’ affari, diciamo così, pari a otto miliardi di euro all’ anno. Ma quanti sono – viene voglia di chiedersi – i ciarlatani nel nostro beato Paese? C’ è chi parla di 14mila e chi addirittura ne conta 155mila. Faccio fatica a credere all’ una e all’ altra cifra. Di sicuro ci troviamo di fronte a un vero esercito di evasori fiscali (il 95 per cento). Suscita grande sorpresa, poi, il fatto che – contrariamente a un’ idea corrente – operino più maghi al Nord che al Sud. Pensate: in Lombardia sarebbero più di mille, in Piemonte oltre 700. Ma il dato davvero clamoroso è il numero di clienti: sarebbero 13 milioni gl’ italiani che si rivolgono ai veggenti d’ ogni specie. E certo ci piacerebbe mettere il naso nel campionario di risposte dei maghi. Però di fronte a questo quadro sembra destinata a sgretolarsi la fama di cui godiamo: non è forse l’ Italia «il Paese dei furbi»? Possibile allora che ci facciamo prendere così facilmente per i fondelli da furbi di mestiere?
antonio lubrano

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