I panificatori: “Grazie a noi i prezzi sono fermi da 4 anni“
-
fonte:
- La Provincia di Como
Ma in città si pagano anche più di 3 euro al chilo Codacons: “Falso, nessun beneficio per i consumatori quando le farine scendevano“ “Gli aumenti del prezzo del pane, se ci saranno, non sono ingiustificati, ma adeguamenti all`incremento del costo delle materie prime, nonché dei costi di gestione dei panifici che sono tra i più elevati in Europa“. Sono le parole con cui il presidente dei panificatori comaschi, Enzo Ciceri, difende la categoria. “I panificatori non ci stanno a passare per la categoria che vessa i consumatori – prosegue Ciceri -, tanto più che il bene più prezioso per loro sono proprio i clienti che ogni giorno comprano il pane. I nostri panifici hanno mantenuto invariati i prezzi per gli ultimi 4 anni, se abbiamo deciso di aumentarli è perché non abbiamo scelta: oltre al prezzo delle materie prime, che hanno subito un`impennata negli ultimi mesi, si devono sommare l`aumentata pressione fiscale, le tasse locali sempre più onerose, i costi dell`energia, la locazione degli immobili e il costo del personale“. Una presa di posizione che non convince per niente le associazioni dei consumatori, decise nel denunciare quella che a loro dire è una pratica quasi da cartello petrolifero: “Negli ultimi 2-3 anni (dati Ismea) il costo del frumento tenero, usato per panificare, è stato tra i più bassi degli ultimi 15 anni. Allora perché mantenere invariati i prezzi del pane, invece di abbassarli in maniera da tenerli aderenti alle fluttuazioni del mercato? Ovviamente per fare cassa sulle spalle della gente“. Ma quale è la situazione tra le panetterie della città? Da un`analisi empirica emerge come il prezzario subisca una progressiva lievitazione tanto più ci si avvicina alle vie del centro storico. Panetterie-boutiques insomma. “La rosetta la mettiamo a 3,10 euro al chilo, le ciabatte a 3,95, mentre la baguette viene 4,40 – elenca la responsabile delle rivendita “Beretta“, in piazza Boldoni -. Ma per ora di aumenti non ne sono previsti, anche se è da più di un anno che i prezzi sono invariati“. L`azienda, che è un panificio, conta su 15 punti vendita tra Como e circondario: “Sicuramente le dimensioni aiutano a calmierare i prezzi“. La musica è la stessa anche in un altro punto vendita storico, “Il pane dei Volonté“, in via Muralto. Qui la rosetta viene 3,20 euro al chilo, le ciabattine 3,95, mentre il pane arabo schizza a 4.20 euro al chilo. Le prime diminuzioni si sentono dirigendosi verso Porta torre. “Noi la rosetta la vendiamo a 2,95 euro al chilo – dice Guido Lombardo, titolare del “Paniere“ di via Cesare Cantù -, che è il nostro prezzo più basso. La media per gli altri tipi di pane è sui 3,65 euro al chilo. Poi c`è il pane all`olio, lavorato a mano che costa 4,10 euro. Noi, dovendoci rifornire da un panificatore, siamo stati costretti ad adeguarci agli aumenti delle materie prime: siamo sui 20 centesimi in media al chilo“. Bisogna uscire dalla mura per cominciare a respirare. “Dopo l`estate siamo stati costretti ad aumentare di 20 centesimi i prezzi, a causa del prezzo delle farine – dice Maria Antonacci, dell“`Angolo del pane“, in via Milano – essendo noi a produrre direttamente. Ma rispetto al centro applichiamo ancora prezzi molto vantaggiosi: la michetta va sui 2,80 euro al chilo, ciabattina e francese 2,90. La gente apprezza: alcuni addirittura vengono da fuori Como e fanno scorta per una settimana“. .
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: adeguamenti, costi, enzo ciceri, farina, guido lombardo, pane, panificatori, speculazione
