I no-Tav assaltano la sede del Pd
-
fonte:
- Libero
roma Doveva essere il giorno della protesta «pacifica» contro la Tav. Un sit in a piazza Campo de’ Fiori, a due passi dall’ ambasciata di Francia, per inviare un segnale al presidente francese, Francois Hollande, a Roma per il vertice Italia-Francia, in una villa Madama super blindata. Ed invece è stata l’ ennesima occasione per mettere sotto assedio una parte di città, penalizzare i negozianti costretti a serrare gli esercizi e impedire ai romani di tornare a casa – con il Codacons che annuncia: «Stiamo pensando ad una denuncia al Campidoglio per sequestro di persona». E per scagliarsi, anche, contro una sezione storica del Partito democratico, in via dei Giubbonari, fatta bersaglio di vandalismi ed insulti ai militanti apostrofati come «fascisti». Il popolo dei No Tav si ritrova intorno alle 16 nel cuore di Roma. Non sono soli, ci sono anche, così si fanno chiamare, i Movimenti sociali contro la precarietà e l’ austerity. Hanno portato in piazza tanti extracomunitari, etiopi, ucraini, peruviani soprattutto: peccato non conoscano nemmeno la ragione della loro presenza. Perché è qui signora? «Non lo so, mi ci hanno portato». Il piedistallo sotto la statua di Giordano Bruno diventa il palco da cui si scagliano le proteste dei valsusini. L’ atmosfera è tranquilla. I valsusini, striscioni e cartelli alla mano, vogliono solo far valere le proprie ragioni. Basta poco però per scaldare la piazza. Un gruppo di una settantina di giovani tenta di raggiungere la sede nazionale del Pd in via Sant’ Andrea delle Fratte e, una volta respinto, su via della Mercede e lancia una prima bomba carta. L’ ambasciata francese è blindatissima, impossibile passare anche per la stampa. Tutte le possibili vie d’ accesso sono chiuse. La protesta si sposta così in via dei Giubbonari, una strada molto stretta, dove i manifestanti cominciano a lanciare fumogeni e petardi e provano, senza riuscirci, a forzare il cordone di agenti per raggiungere il vicino ministero della Giustizia. I negozi sono ormai tutti chiusi, volano bottiglie di vetro, calcinacci grossi un pugno. Nel mirino degli antagonisti finisce il circolo del Partito democratico. Alcuni ragazzi, con al collo un foulard con la scritta no Tav, tentano l’ irruzione all’ interno dei locali, in passato sezione storica del Pci, ed imbrattano con le vernici spray le targhe all’ ingresso. Uno dei militanti che si trovava all’ interno viene ferito al volto. A infoltire la compagine ci sono persino persone disabili, donne incinta, tutti stranieri portati dal Movimento per la casa. La questura più tardi stigmatizzerà la presenza delle categorie a rischio, nelle prime file dei manifestanti, durante i momenti di tensione. Il bilancio è di nove feriti, tra cui sette poliziotti, un manifestante, un cameramen. «Quando ho visto toccare le targhe con i simboli», racconterà poi Giulia Urso, segretaria della sezione, «sono intervenuta per parlare con loro ma sono stata presa a parolacce». Tornata la calma, ai manifestanti è stato concesso di trasformare quello che doveva essere un sit-in in un «deflusso concordato», scortato dalle forze dell’ ordine fino alla fermata della metro di Circo Massimo. Il premier Enrico Letta, a conclusione del summit con Hollande, ha espresso «profondo dispiacere per gli incidenti. L’ auspicio è che possano non aver arrecato danni irreparabili» ma «la Tav va avanti e con la tempistica indicata». Polemici i Cinque stelle che difendono i No Tav: «Letta gioca al Monopoli con Hollande, l’ Italia si è presentata con un atto approvato da una sola Camera», mentre «nelle strade di Roma assistiamo alla solita repressione nei confronti dei manifestanti». Severo il giudizio di Guglielmo Epifani, segretario nazionale del Pd, che ha definito gli attacchi alle sedi del partito «azioni intollerabili da parte di estremisti, che non intimidiscono il Pd né sono in grado di condizionare le sue scelte». La pazienza dei romani, ancora una volta, è stata messa a dura prova.
chiara pellegrini
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- TRASPORTI
-
Tags: Campidoglio, no-Tav, pd, roma
