20 Luglio 2010

“I nostri alberghi? Non sono i più cari”

PORTOFERRAIO. Il tema della qualità nelle strutture alberghiere dell’ isola infiamma il dibattito. L’ associazione albergatori, che non ha gradito né i dati del Codacons sui costi delle strutture elbane né le valutazioni sulla qualità dell’ offerta passa all’ attacco. «Abbiamo paragonato – scrive il presidente Masismo De Ferrari – il costo del soggiorno alberghiero in alta e bassa stagione basandoci, oltre che sulla camera, soprattutto sul costo della mezza pensione con quello delle località concorrenti (Versilia, Sardegna, Capri, Liguria). In bassa stagione (pezza pensione a persona da 35 a 200 euro) l’ Elba è tra le destinazioni più convenienti. In alta stagione (da 50 a 300 euro) si colloca con una forbice di prezzi per tutte le tasche a pari livello della Toscana mare ma al di sotto di molte altre come Costa Smeralda, Liguria di Levante, Taormina». Gli albergatori negano che in zone come Punta Ala o Versilia i costi siano maggiori ma i servizi superiori, ad esempio venga offerta la spiaggia. I servizi elbani non sarebbero da meno. De Ferrari precisa: «il caro traghetti è una importantissima componente di difficoltà, soprattutto per la bassa stagione, ma non l’ unica. Le nostre aziende devono poter migliorare la loro offerta in servizi e attrezzature, ma molto spesso non gli è consentito da regolamenti edilizi o di parco o la mancanza di un sostegno al credito e agli investimenti. Per questo chiediamo che l’ Elba possa far parte della Banca del Sud». De Ferrari dissente anche dal direttore dell’ Apt, Fabrizio Niccolai. «Non è vero che l’ Elba non è più un marchio». A lui e agli enti locali l’ associazione chiede un sostegno in termini di campagne stampa e contenimento dei costi fissi, a cominciare dalla tassa sui rifiuti.
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox