24 Luglio 2003

I NODI DELL?ECONOMIA

I NODI DELL?ECONOMIA


Sulla strada delle vacanze gli italiani si scontrano con l?inflazione. L?impennata di aerei e camping, oltre alla siccità, frenano la discesa del costo della vita. Che a luglio resta fermo allo stesso livello di giugno, 2,6%. Lo annunciano le città campione, tra cui spicca Napoli con il record de 3,5% tendenziale annuo. Secondo le prime rilevazioni l?incremento rispetto allo scorso mese sarebbe stato infatti dello 0,2%. Lo stesso registrato a luglio di un anno fa, quando il tasso annuo era però del 2,2%.
Oltre alla voce turismo, un fenomeno difficilmente prevedibile, come la siccità, avrebbe deviato quindi l?andamento dell?inflazione. I prezzi dell?ortofrutta registrano quasi ovunque aumenti generalizzati, oltre la media mensile dello 0,2%. Eppure, consumatori e centri di ricerca credono che, in realtà, la causa sia dovuta alle speculazioni al commercio più che alle attuali condizioni climatiche. «Parte di questi aumenti dei prezzi – denuncia il presidente dell?Adiconsum Paolo Landi – sono legati alle gelate di Pasqua e in parte sono dovuti al fenomeno speculativo». Anche a Prometeia sono convinti che tra le cause di questa impennata vi siano aumenti dei margini al consumo, piuttosto che tensioni sui prezzi alla produzione. Perciò il centro di ricerca ritiene che se venisse confermato questo trend sarà difficilmente raggiungibile l?obiettivo di un?inflazione media al 2,5% a fine anno. Ma il ministro delle Politiche Agricole, Giovanni Alemanno, tranquillizza. E promette per la prossima settimana un disciplinare «concordato con le organizzazioni degli agricoltori e dei commercianti per affievolire la tensione sui prezzi». Intanto, la Confcommercio si difende. Parla di aumenti «fisiologici». I consumatori dell?Intesa (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), però non ci stanno. E rilanciano la loro battaglia sui prezzi denunciando un?inflazione «bugiarda». Ci sarà quindi un terzo sciopero della spesa.
A dare ragione ai consumatori è l?Eurostat. Secondo i criteri di calcolo europei l?inflazione è più alta in Italia. L?ufficio statistico europeo segnala un 2,9% per giugno. Siamo ben lontani dalla media di Eurolandia, che è del 2%. Questa percentuale – ricorda l?Isae – è la soglia che la Bce considera come riferimento in un?ottica di stabilità dei prezzi.
Tornando all?analisi degli aumenti, una curiosità. È l?eccezione dei pomodori da sugo. In controtendenza rispetto agli altri prodotti ortofrutticoli, in città come Napoli e Milano sono scesi addirittura fino a oltre il 20%. Invece, l?ascesa delle quotazioni petrolifere e quindi dei prezzi dei carburanti nell?ultimo mese ha dato una spinta consistente verso l?alto alla voce trasporti. Spiccano i rialzi delle tariffe aree, soprattutto quelle intercontinentali. A Milano e Trieste si sono rilevati incrementi di oltre il 20%. A Napoli è di quasi l?8%. Complessivamente, la voce trasporti registra in quasi tutti i comuni capoluogo rialzi compresi tra lo 0,4 e lo 0,5%. Alberghi, ristoranti e pubblici esercizi completano il quadro della stangata per il turismo. Con l?impennata dei camping dove la spesa sale in alcuni casi del 16%. Fermo l?abbigliamento in quasi tutte le città. A contenere l?inflazione hanno contribuito infine le tariffe elettriche. Con l?adeguamentro trimestrale c?è stata infatti una leggera riduzione.

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