10 Maggio 2010

I nodi della Regione: intervista al Governatore

La crisi economica in atto e il carovita oramai imperante hanno fortemente modificato le abitudini di acquisto degli italiani, portando sempre più cittadini a diventare "tirchi". Anche se il termine è improprio perché il vero tirchio è chi risparmia malgrado il suo stato di opulenza economica. A sostenere l’epidemia di «tircheria» è il codacons che ha svolto un’indagine, ascoltando 800 cittadini in tutta Italia, per analizzare le scelte economiche dei consumatori nell’ultimo periodi di crisi.
Rispetto a due anni fa – spiega l’associazione – i consumatori hanno modificato le proprie abitudini di acquisto non solo in termini di quantità, ma anche nel metodo delle scelte quotidiane. Il «braccino corto» – prosegue l’associazione – si manifesta ormai in tutti i settori: diminuisce infatti del 28% il numero degli utenti che lascia mance al ristorante; si tende a offrire sempre meno a parenti e amici (-22% offre caffè al bar, cene fuori o a casa.); si tagliano regali, donazioni e offerte varie dirette a terzi (-15%).
Ma la tendenza al risparmio si manifesta in numerosissime occasioni: dalla benzina solo al self service ai voli solo low cost, dalla spesa alimentare agli hard discount al riciclo di abiti e altri oggetti, passando al cambio di gestore nella telefonia e nelle altre utenze, alla ricerca dell’operatore che consenta risparmi maggiori.
«L’aspetto di tale indagine che ci colpisce maggiormente – afferma il Presidente codacons, Carlo Rienzi – è che oggi essere tirchi non è più un aspetto caratteriale innato, come poteva essere una volta, ma è una scelta precisa e consapevole del consumatore, alla costante ricerca della difesa del proprio portafogli».

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