3 Gennaio 2013

I negozi perdono la battaglia di Natale

I negozi perdono la battaglia di Natale

OLBIA I saldi invernali partono sabato, così come in tutta Italia, salvo le eccezioni di Sicilia, Campania e Basilicata, dove sono cominciati ieri, con risultati giudicati peraltro modesti per quanto riguarda la prima giornata. Il Codacons invita i consumatori ad andare oggi e domani nei negozi per verificare i prezzi applicati. Infatti, stando alle verifiche effettuate a campione dall’ associazione di consumatori lo scorso anno, un commerciante su 5, in occasione dei saldi, bara sul prezzo vecchio, in modo da gonfiare artificiosamente la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto. Il Codacons, poi, invita i consumatori a valutare la convenienza non osservando la percentuale di sconto ma il prezzo che si deve realmente pagare. E a diffidare di percentuali di sconto superiori al 50%. Un commerciante non può avere, infatti, salvo nell’ alta moda, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto. di Antonello Palmas wOLBIA Non si aspettavano grossi regali dal Natale e infatti per i commercianti le festività che vanno verso la conclusione non hanno riservato piacevoli sorprese. Se i centri commerciali hanno fatto la parte del leone nello shopping di fine anno, le attività del centro cittadino hanno confermato il solito trend al ribasso. Lo conferma Italo Fara, presidente della Confcommercio: «La maggior parte aziende di riferimento, e cioè quelle che trattano abbigliamento, calzature e pelletteria, sta puntando sui saldi, la classica operazione attraverso la quale il commerciante almeno cerca giusto di risolvere i problemi di magazzino e liquidità e presentarsi con i conti in regola alla nuova stagione. Il Natale non può mai essere risolutivo. Dovrebbe rappresentare la ciliegina sulla torta, ma il problema è che quest’ ultima non c’ è. Questo vale anche per altri generi di attività, ad esempio nella ristorazione: al netto di qualche caso estemporaneo, ho notato una forte riduzione dei prezzi dei cenoni di Capodanno, abbiamo avuto delle buone proposte tra i 50 e i 100 euro. Alla poca disponibilità economica della gente, ha risposto un atteggiamento consapevole dell’ esercente che ha rimodulato le sue richieste. Non è servito a fare grandi numeri ma almeno a non tenere chiuso. Ma anche gli stessi centri commerciali sono di molto sotto rispetto alle aspettative». Per Fara la colpa, oltre che della crisi, è anche la scarsa appetibilità del centro: «Purtroppo il centro continua a essere carente sotto il profilo delle attrazioni, continua a manifestare situazioni di degrado. A fare la differenza con l’ appeal dei centri commerciali sono facilità di parcheggi e collegamenti di bus, che la grande distribuzione ha chiesto e ottenuto. Gino Piro, presidente del consorzio Centro città, conferma che «le vendite sono andate come da previsioni: all’ insegna del risparmio, dell’ attenzione. Non ci aspettavamo di più o di meno, d’ altronde i segnali erano belli chiari e sono stati confermati. Ora partiamo con i saldi e non ci aspettiamo le file già dal primo mattino di sabato fuori dal negozio… La realtà è quella che conosciamo, la gente prima di venire a comprare da noi ha altri problemi da risolvere, e soprattutto è spaventata, preda di un forte senso di insicurezza a causa del costo della vita. I clienti affezionati non sono andati altrove, continuano a seguirci, e questo ci rincuora. Ma spendono di meno». Ora arrivano i saldi, ma la testa è già alla prossima estate: «Noi non molliamo», dice Piro.
 
 

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