5 Maggio 2012

I «negativi» esclusi dal giudice continuano la lotta

I «negativi» esclusi dal giudice continuano la lotta 

Il Tribunale civile ha dichiarato inammissibile la class action, proposta dal Codacons, per risarcire i danni subiti dai bambini nati al policlinico Gemelli e risultati negativi alla Tbc. Le oltre cento famiglie che hanno aderito all’ azione collettiva e che chiedevano 150mila euro di risarcimento hanno visto respinta la loro richiesta. È stata la XIII sezione del Tribunale in composizione collegiale presieduta dalla dottoressa Verusio a valutare l’ inammissibilità del ricorso. La stessa che ha dichiarato due giorni fa, invece, ammissibile la class action delle circa 50 famiglie con i bambini risultati positivi al test della tubercolosi. Il legale delle famiglie è pronto ora a presentare reclamo contro l’ ordinanza di rigetto. «Non capiamo come sia possibile che la stessa sezione abbia valutato in modo diverso le due class action – spiega l’ avvocato Alessia Stabile, che sta seguendo anche le famiglie con i bambini risultati positivi alla Tbc – Per il Tribunale nella class action dei bimbi negativi non c’ è una classe omogenea. Motivazione che ci vede totalmente discordanti. Per questo andremo avanti con la nostra azione legale». I bambini risultati negativi al test della Tbc si sono sottoposti anche loro a esami ed accertamenti. Molte delle loro famiglie erano presenti lo scorso settembre all’ incontro del Codacons nell’ auditorium dell’ Inail all’ Eur per chiedere un sostegno. Si apre, invece, la speranza per le famiglie con i bambini positivi, dopo che il Tribunale ha ritenuto sussistenti tutti i presupposti di ammissibilità previsti dall’ art. 140 bis del Codice del Consumo. La richiesta di risarcimento è di 500mila euro per ogni famiglia. Il caso Tbc riguarda 188 neonati e 56 tra medici e paramedici che sono stati contagiati lo scorso agosto al policlinico Gemelli da un’ infermiera malata. L’ inchiesta vede indagate otto persone per lesioni colpose. Il pm ha chiesto pochi giorni fa una nuova indagine attraverso l’ incidente probatorio che servirà a chiarire definitivamente se la positività di bambini e medici debba essere considerata malattia a tutti gli effetti. Giulia BIanconi.

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