25 Maggio 2010

I Nas nella clinica della donna operata al seno

Igiene nelle strutture: il Codacons chiede un giro di vite

NAPOLI È sempre in condizioni molto gravi Annabella Benincasa, la 35enne in coma dopo un intervento di chirurgia plastica al seno eseguito in una clinica privata casertana. Brunello Pezza, primario del reparto di rianimazione dell’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, dove la paziente è stata ricoverata di urgenza sette giorni fa, spiega che si tratta di coma farmacologico e ipossia, ovvero mancanza di ossigenazione del cervello, e di assistenza con respirazione ventilata. Continua a essere assai critico, quindi, il quadro clinico della 35enne di Cava dei Tirreni (Salerno), moglie di un elettrauto e madre di una bimba di cinque anni. La donna fu trasferita nell’ospedale casertano poco dopo un intervento di mastoplastica additiva effettuato senza degenza in un centro privato di chirurgia estetica ambulatoriale. Sulla vicenda sono stati avviati accertamenti da parte della magistratura ordinaria, del ministero della Salute e della commissione d’inchiesta della Camera dei Deputati sugli errori in campo sanitario.
Ieri i carabinieri dei Nas hanno eseguito una serie di controlli nella clinica privata Iatropolis di Caserta dove fu effettuato l’intervento. I militari – nella doppia veste di ufficiali di polizia giudiziaria delegati dalla procura di Santa Maria Capua Vetere e di ufficiali sanitari delegati dal ministero della Salute – verificheranno le condizioni igienico-sanitarie della struttura e la presenza di una serie di autorizzazioni all’esercizio dell’attività. La cartella clinica della paziente è già stata acquisita, dopo l’avvio dell’inchiesta della procura. Gli investigatori hanno eseguito una verifica delle strutture, documentando l’attività con foto e riprese video. Hanno inoltre sequestrato il registro delle operazioni e in particolare i documenti con l’indicazione dei medicinali somministrati. Il Codacons intanto è intervenuto sulla vicenda chiedendo «un giro di vite» sull’abilitazione delle strutture autorizzate agli interventi estetici e nuove regole per il consenso informato dei pazienti. Per l’associazione è necessario il cambio delle regole sul consenso: troppe donne ignorano le possibili complicanze.

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