29 Febbraio 2008

I multati chiedono la restituzione dei soldi

I multati chiedono la restituzione dei soldi


L`iniziativa ideata da Stefania Atti avrà il sostegno del Codacons. Già in altri comuni è stata adottata questa soluzione con risultati positivi I multati chiedono la restituzione dei soldi Sta per partire un`azione collettiva (class action) di migliaia di goriziani vittime del sistema T-Red di Francesco Fain I multati che hanno già pagato la sanzione per essere passati con il rosso al semaforo chiederanno la restituzione dei soldi e dei sei punti decurtati dalla patente di guida. Sarà una sorta di “class action“, un`azione collettiva volta a tutelare gli interessi dei 4.900 goriziani che hanno già pagato la multa. Fautrice dell`operazione è Stefania Atti, la coordinatrice del supercomitato contro le multe. Ha preso contatti con il Codacons e con diversi gruppi di multati di altre città d`Italia per delineare una strategia. “Dobbiamo fare pressing perché questa è un`ingiustizia. Ho predisposto il facsimile di una lettera da indirizzare al ministero delle Infrastrutture, al ministero degli Interni e alla Prefettura di Gorizia. La missiva recita: `I sottoscritti cittadini, ingiustamente multati con il sistema T-Red nella città di Gorizia, sistema già ampiamente contestato per la sua irregolare applicazione da parte dei Comuni, con la presente istanza chiedono che vengano dichiarate nulle le multe elevate, che vengano restituiti i punti decurtati e che venga restituito quanto già pagato`. Una lettera semplice cui vanno allegate la fotocopia della patente, la fotocopia del verbale e la copia attestante l`avvenuto pagamento della multa. È una strada che mi ha consigliato di percorrere il Codacons“. L`istanza potrebbe essere sottoscritta da tutti (o da gruppi) di multati in maniera tale da dare vita a quell“`azione collettiva“ che va nella direzione del motto “L`unione fa la forza“. “Il timore – aggiunge Stefania Atti – è che in altre città ci siano iniziative che portino all`annullamento delle contravvenzioni, mentre i multati goriziani debbano attendere l`esito dei ricorsi al Giudice di pace per vedersele cancellare. Senza contare i tanti che hanno già pagato senza presentare ricorso. Purtroppo, nei media televisivi nazionali, si è parlato di tante città in cui è scoppiata la bufera delle fotocamere, ma mai di Gorizia, e ciò nonostante le mie segnalazioni, quasi che il capoluogo isontino sia invisibile. Dobbiamo far sentire la nostra voce“. La pasionaria anti-multe cita il caso del Comune di Pineto (Abruzzo) dove sono “oltre tremila le violazioni stradali rilevate con apparati T-Red nel Comune di Pineto e già notificate agli utenti interessati che, a mezzo stampa, hanno preannunciato iniziative e ricorsi per chiederne l`annullamento. Ulteriori 7.000 verbali circa sono in corso di notifica. Un numero esorbitante di richieste che renderebbero oltre modo gravose le attività della Prefettura e del Giudice di Pace compenti al riguardo. Per questo, il Comune e la Prefettura stanno valutando i casi in cui è possibile l`annullamento“. Conclude Stefania Atti: “È incredibile che solo Gorizia venga esclusa da tutti i servizi televisivi, nessuno prende in considerazione che siamo stati i primi a far togliere i T-red. Mi chiedo perché, cosa ha fatto diventare questa cittadina invisibile? Propongo un convegno nazionale sull`argomento“.

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