I Minuetto pagati dalla Regione usati altrove
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fonte:
- Il Piccolo
Sonego: “Trenitalia ci ha tradito, si vergogni“
TRIESTE “Trenitalia ha tradito la Regione Friuli Venezia Giulia. L`ha tradita perché – in un periodo di pesanti disservizi, che stanno finendo sul groppone di circa diecimila pendolari – ha impiegato ripetutamente sulla linea Mestre-Bologna uno dei treni Minuetto cofinanziati dall`ente regionale. Treni che invece, secondo gli accordi del 2004, sarebbero dovuti circolare soltanto sulle tratte locali, spingendosi al massimo fino a Mestre, per poi rientrare a Udine e Trieste. E` stato un fiume in piena, ieri, l`assessore ai Trasporti Lodovico Sonego: intervenuto quasi a sorpresa nel corso delle audizioni della Quarta commissione di piazza Oberdan, convocata proprio per affrontare la questione delle attuali inefficienze palesate dal sistema ferroviario regionale, ha bacchettato con tono severo – a tratti durissimo – i vertici di Trenitalia, rappresentati in aula dal direttore Fvg Vittorio Nicolini. “VERGOGNA!“ “Sul banco degli accusati – ha tuonato Sonego – troviamo un`azienda le cui performances sono in caduta libera, non solo sul nostro territorio bensì a livello nazionale. La prassi delle scuse serve se i problemi risultano sporadici. Diventa però inaccettabile quando il disservizio si rivela costante. Per questo Trenitalia dovrebbe sostituire il verbo “scusarsi“ con “vergognarsi“. Dal 15 dicembre al 15 gennaio i treni soppressi sulla rete locale sono stati ben oltre il centinaio. E dal 15 gennaio a oggi, in prospettiva, le cancellazioni sono state anche di più. Ricordo, peraltro, che un treno soppresso non incide nelle statistiche dei ritardi, perché il ritardo di un treno mai partito equivale a zero“. CONTRO IL GOVERNO “Trenitalia – ha insistito l`assessore – ha rotto un patto civile con la comunità, in base al quale si era preso l`impegno di erogare un servizio pubblico. Il fenomeno è ripetuto e costante, tanto che ci troviamo davanti all`interruzione di pubblico servizio. La Regione Fvg, come rappresentante dei suoi cittadini-utenti, pur in assenza di un contratto di servizio territoriale, esige che Trenitalia onori il contratto con la Repubblica italiana, politicamente e moralmente“. “Purtroppo – ha precisato in proposito Sonego – noi non disponiamo ancora di un contratto di servizio su base regionale, per rivalerci su Trenitalia anche sotto il profilo giuridico. La Regione sarebbe ben lieta di poterlo sottoscrivere. Stiamo conducendo, in questo senso, una trattativa con il governo nazionale, da cui abbiamo ricevuto risposte sempre negative. Le risorse che ci vengono proposte per gestire autonomamente un contratto di servizio, infatti, sono largamente insufficienti“. I MINUETTO Ed è a questo punto che l`assessore ha piazzato la sua stoccata più pesante. “Le nostre relazioni con Trenitalia – ha incalzato – diventano sempre più insoddisfacenti. Per la prima volta la Regione ha investito 15 milioni e mezzo di euro per cofinanziare l`immissione sulla rete locale di dieci Minuetto (i treni dell`ultima generazione “open space“ disegnati da Giugiaro e dedicati ai pendolari, costati complessivamente 50 milioni, ndr). La convenzione sanciva che questo materiale sarebbe stato utilizzato solo sulle tratte locali o su quelle interregionali, da Udine e Trieste fino a Mestre, e non altrove. Ora, dei sei Minuetto già consegnati, abbiamo appreso dai pendolari, e con grande disappunto, che uno di questi è stato messo in circolazione su altre linee, precisamente sulla Mestre-Bologna. E pure Nicolini, per Trenitalia, ci confermato per iscritto che di recente, per 15 volte su 43 giornate, è accaduto che quel materiale sia andato a servire altre regioni“. “Tutto questo è inaccettabile, ha fatto notare Sonego. Trenitalia ha tradito un rapporto di collaborazione e anche di fiducia con la Regione“. “Dal gruppo dirigente nazionale di Trenitalia – ha concluso l`assessore – ci attendiamo un`assunzione di responsabilità che, peraltro, non ha dimostrato oggi, visto che non è stato elegante da parte sua scaricare il peso di queste audizioni sul solo Nicolini. Responsabilità, ad esempio, può voler dire che i pendolari, all`occorrenza, devono poter salire sugli Intercity senza costi aggiuntivi. E non ci si venga nemmeno a dire, infine, che i treni non partono perché fa freddo. In Svezia, allora, dovrebbero muoversi con le renne…“. LA REGIONE Con il suo intervento, l`assessore ai Trasporti ha replicato a Gianni De Martis, vicepresidente nazionale di Assofer (l`associazione degli operatori ferroviari per il trasporto delle merci, ndr), il quale aveva rilevato che alla Regione, nel novembre 2004, era stata proposta la formazione di un gruppo di lavoro ristretto, comprendente anche rappresentanti del ministero, di Trenitalia e Rete ferroviaria italiana. Il Friuli Venezia Giulia, però, rifiutò tale ipotesi. E oggi, trovandosi a boccheggiare tra i disservizi dei treni merci e pendolari, deve assumersi le proprie responsabilità, prima di poter sottoscrivere autonomamente un contratto di servizio. I DISSERVIZI Alle audizioni hanno preso parte i sindacati e le associazioni di categoria, i rappresentanti dei consumatori e, soprattutto, i comitati dei pendolari. I quali – riconoscendo la “grande disponibilità del direttore regionale Nicolini“ – hanno diviso al 50%, fra Trenitalia e Rfi, le responsabilità degli attuali disservizi. Poi è cominciata la sfilza delle rimostranze, talvolta imbarazzanti. La prima: la media delle timbrature fuori tempo massimo, per chi utilizza il treno per tutta la settimana per recarsi al lavoro, raggiunge i quattro giorni su cinque. La seconda: alla piccola stazione di Lumignacco mancano l`altoparlante, i monitor con gli orari e persino un presidio adeguato, tanto che il servizio di comunicazione per informare i passeggeri di eventuali ritardi viene assicurato dagli stessi pendolari tramite sms. La terza: l`adeguamento delle infrastrutture per i portatori di handicap, a partire dalle banchine, continua a latitare. La quarta: sui Minuetto, i treni dell`ultima generazione, spesso non funzionano i servizi igienici, cosa che costringe i capitreno più disponibili a fermare la linea nelle varie stazione per far fare pipì ai viaggiatori. La quinta: gli altoparlanti nelle carrozze vengono utilizzate a spot e manca, in generale, una sufficiente rete di comunicazione su ritardi e possibili alternative via pullman. La sesta: l`abbonamento mensile Codroipo-Trieste vale 86 euro, quello Conegliano-Trieste ne costa dieci di meno, sebbene quest`ultima tratta sia più lunga di circa 50 chilometri. La settima: le vetture continuano ad essere sporche e impresentabili. I sindacati, a questo proposito, hanno informato che il primo febbraio cambierà l`appalto per le pulizie (all`azienda uscente Trenitalia ha imposto una penale di 300mila euro, ndr). VIE LEGALI Il presidente regionale di Codacons, Vitto Claut, ha quindi invitato l`assessore Sonego a prendere in considerazione l`ipotesi di un`eventuale causa della Regione nei confronti di Trenitalia, per chiedere il rimborso dei danni subiti. Le vie legali – secondo Claut – rappresentano un`alternativa anche per i diecimila pendolari del Friuli Venezia Giulia, i quali potrebbero rivolgersi al giudice di pace a titolo personale. I SINDACATI “Era ora che da un ente pubblico venissero fuori precisi addebiti di responsabilità“, ha aggiunto il segretario regionale della Uil Trasporti Gianpiero Fanigliulo. Dalle organizzazioni sindacali, infine, è stata lanciata la proposta di aprire un tavolo di confronto con i rappresentanti del Gruppo Fs e quelli istituzionali. Ipotesi, questa, alla quale l`assessore si è voluto dichiarare subito disponibile.
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