1 Maggio 2003

I medici italiani isolano il virus

I medici italiani isolano il virus

E negli aeroporti supercontrolli per chi arriva dai paesi a rischio




ROMA Nessun nuovo malato sospetto o probabile di Sars notificato ieri al ministero della salute; i casi dunque rimangono nove. Ma ieri è stato messo a segno un bel colpo per la ricerca italiana: un gruppo di studiosi dell`ospedale San Raffaele di Milano in collaborazione con l`ospedale Sacco è riuscito ad isolare per la prima volta in Italia un coronavirus dalla saliva di un ex malato (già dimesso) che era stato ricoverato al Sacco per probabile Sars.
Lo studio è considerato importante per la comunità scientifica perché oltre a dare maggiori prove per la diagnosi della malattia, apre la strada per la messa a punto di test e possibili farmaci. Inoltre risulta «scientificamente valido» il test rapido per la diagnosi di polmonite atipica messo a punto nell`Ospedale Sacco.
Intanto il commissario Guido Bertolaso ha potuto verificare la stretta sui controlli sanitari effettuati negli aeroporti cominciando da Fiumicino dove ieri ha effettuato un sopralluogo. «Sono soddisfatto perché le procedure messe in atto hanno funzionato», ha spiegato. «Le nuove procedure per i controlli avviati nelle strutture aeroportuali stanno andando bene nel primo giorno di attività – ha aggiunto – e dovendo mettere anche in conto alcune disfunzioni e disagi da sistemare, posso dire che la prova generale ha funzionato e ha dimostrato l`utilità del provvedimento adottato». Bertolaso ha annunciato che i controlli saranno estesi anche ai voli indiretti.
Il ministro della salute Girolamo Sirchia ha proposto un centro di controllo europeo delle malattie infettive, sul modello dell`organizzazione attiva negli Stati Uniti (Centri per il controllo delle malattie, Cdc) e avanzerà l`idea a Bruxelles in occasione del vertice dei ministri europei della Sanità previsto per il 6 maggio.
Nel frattempo, secondo il ministero, «migliorano rapidamente» le condizioni cliniche delle pazienti ricoverate. Dei nove casi probabili di Sars, cinque pazienti sono tuttora ricoverati: due presso l`ospedale Sacco di Milano, una presso l`Istituto Spallanzani di Roma, una al Sant`Orsola di Bologna, una all`ospedale Maggiore di Trieste. Quattro sono guariti e dimessi: uno è stato dimesso dall`ospedale San Martino di Genova, uno dallo Spallanzani, due dal Sacco di Milano.




IL CODACONS –



Il Codacons (Associazione pro consumatori), chiede alla magistratura il blocco dei voli delle zone a rischio Sars, in particolare per la Cina. «E` assurdo ricorrere la malattia ed intervenire a posteriori – dichiara il presidente di Codacons, Marco Maria Donzelli – seguendo tutti i possibili soggetti a rischio che rientrano da viaggi pericolosi, quando sarebbe molto più semplice e sicuro impedire per alcuni giorni i voli in quelle zone, almeno fino a quando le autorità del posto non siano in grado di controllare l`epidemia». «Il fatto che l`Italia sia il paese europeo con il più alto numero di casi sospetti, nove – ha proseguito Donzelli – dovrebbe indurre il ministro Sirchia ad un intervento preventivo e deciso».

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