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15 Marzo 2006

I medici difendono le tariffe



“ NAPOLI – L`estrazione di un dente non può costare meno di 20,66 euro, mentre per una visita a domicilio il compenso di uno specialista non deve essere inferiore a 25,82 euro. Onorari che risalgono al 1992, anno in cui con Decreto del presidente della Repubblica è stato approvato il tariffario dei medici e odontoiatri. Facile capire che si tratta di cifre distanti dalla realtà. Sul tariffario in Campania è ora in corso un acceso dibattito tra i rappresentanti delle associazioni dei consumatori e i vertici dell`Ordine dei medici. Oggetto del contendere soprattutto la mancanza di un tetto massimo per le tariffe di medici e odontoiatri: il tariffario in vigore prevede infatti solo un tetto minimo al di là del quale non è possibile andare mentre non prevede alcun tetto massimo cui i medici devono attenersi nella determinazione dell`onorario come avviene per altre categorie professionali. La sezione regionale dell`Unione nazionale consumatori ha avviato una serie di incontri con gli altri Ordini dei medici per una regolamentazione delle tariffe. “ Nell`ottica della trasparenza degli onorari – afferma il presidente, Vincenzo Vitiello – il paziente dovrebbe poter chiedere un preventivo al medico per poi controfirmarlo per accettazione. In tal modo si può scegliere a chi affidarsi, senza tenere “ sorprese“. è un rimedio che abbiamo proposto anche per altri Ordini professionali e sta dando buoni risultati “ . Sulle tariffe minime Vitiello ritiene che “ devono essere aggiornate e uniformate all`aumento dell`inflazione “ , mentre sul tetto massimo dichiara: “ Ci rendiamo conto che sarebbe opportuno porre un limite, ma non possiamo pretendere che un professionista con elevata specializzazione e con anni di professione alle spalle, si uniformi ad un onorario prestabilito “ . A 14 anni dall`approvazione del tariffario, l`obiettivo dunque è di ottenere un aggiornamento delle tariffe minime e la fissazione di quelle massime, visto che nessun medico pratica tariffe in linea con quelle previste e la normativa in vigore rischia di risultare inutile. Il tariffario nella pratica viene applicato solo in presenza di contenzioso tra un medico e un paziente: in tal caso si fa ricorso a una attestazione sul minimo del compenso previsto. Secondo Angelo Ambrosino, presidente del Tribunale del Malato di Napoli, “ ci sono prezzi da capogiro e, alle volte, si assiste a una vera e propria speculazione da parte di alcuni medici. I pazienti dovrebbero essere informati e, anche se sembra difficile, dovrebbe essere inserito il tetto massimo nel tariffario “ . Anche per Giuseppe Ursini, presidente del Codacons di Napoli, è necessario “ un adeguamento dei tariffari dei medici a quelli di altri professionisti con l`istituzione di un onorario massimo. Si tratta di una limitazione dei diritti del cittadino – continua – hanno la possibilità di rivolgersi a un medico privato solo i più abbienti “ . Ma l`Ordine dei medici di Napoli si oppone alla revisione. Secondo il presidente dell`Ordine partenopeo, Giuseppe Scalera, un aumento delle tariffe professionali minime non è auspicabile, soprattutto in una realtà difficile come quella del Mezzogiorno. “ Il nostro Ordine – dice – avrebbe potuto adeguare il tariffario con un incremento del 30%, ma abbiamo ritenuto opportuno non intervenire. Nelle regioni del Sud, alle prese con problemi di spesa sociale, è preferibile mantenere le tariffe a un livello non elevato. Gli Ordini hanno la responsabilità di tener conto del contesto in cui operano “ . Scalera giudica positivamente il minimo tariffario per i medici “ perché – aggiunge – viene garantita la professionalità della categoria, evitando un guerra al ribasso a danno degli utenti “ . Anche sulla possibilità di inserire un tetto massimo alle prestazioni mediche il presidente dell`Ordine si dice scettico: “ La determinazione degli onorari è rimessa al mercato e, del resto, siamo dei liberi professionisti ciascuno con esperienze diverse. Chi, a esempio, ha un titolo di specializzazione conseguito all`estero e magari pratica tecniche mediche particolari, ha il diritto di percepire compensi maggiori “ .

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