20 Maggio 2020

«I medici di famiglia fondamentali per gestire il territorio»

«necessario prepararsi per tempo qualora in autunno dovesse tornare una seconda ondata»
«E’ necessario prepararsi semmai il Covid dovesse tornare in autunno. E l’ importanza dei medici di famiglia è fondamentale per affrontare il virus sul territorio». Lo ha detto la presidente della commissione consiliare Sanità, Sara Pettinato, che, assieme agli altri componenti, ha incontrato alcuni esperti. Il tema trattato nel corso della riunione è stato: “Medicina legale ed epidemiologia come prevenzione del territorio”. A collegarsi in videoconferenza con l’ organismo consiliare il dott. Pino Liberti, infettivologo e commissario ad acta per il territorio dell’ Asp Catania per le questioni collegate al Covid-19, Cristoforo Pomara, ordinario di medicina legale dell’ Università di Catania e componente del Comitato tecnico-scientifico della Regione per l’ emergenza Covid, e il dott. Nino Rizzo, medico di famiglia, componente del direttivo della società scientifica Artemisia e direttore del dipartimento regionale Sanità Sicilia del Codacons.Il confronto ha evidenziato la necessità di sviluppare e potenziare nella fase due dell’ emergenza sanitaria le sinergie tra ospedali, strutture assistenziali per anziani, medici di famiglia. Lo stretto rapporto tra ospedale e territorio, nella nuova fase – è stato detto dal dott. Rizzo – «deve giocare un solo campionato». Rizzo, ha anche presentato i risultati di uno studio condotto da febbraio a maggio dai medici di Artemisia in venti comunità alloggio per anziani di Catania, con 369 ospiti. Dall’ analisi è emerso come un attento sistema di controllo delle strutture assistenziali abbia permesso di evitare focolai di contagio. «Questo monitoraggio-ha affermato la presidente Pettinato (anche lei medico ospedaliero) ha permesso di effettuare su 23 comunità alloggio con oltre 300 pazienti un monitoraggio costante che ha portato soltanto all’ effettuazione di tre tamponi con un solo positivo».Il ruolo di rilievo rivestito dai medici di famiglia è stato ribadito dal prof. Pomara che ha aggiunto che questi sanitari rappresentano il primo e irrinunciabile filtro per fronteggiare l’ epidemia in una vera integrazione e interazione con l’ ospedale e devono diventare i registi nella fase 2. «L’ approccio clinico – ha aggiunto il componente del comitato scientifico – è tra l’ altro determinante e prioritario anche per limitare e indirizzare l’ esecuzione dei tamponi».Particolare attenzione è stata rivolta durante la riunione all’ importanza dei test sierologici che consentono, come ha spiegato Liberti, «una mappatura epidemiologica della diffusione del virus nelle comunità, mentre i tamponi evidenziano la stato di contagiosità». «Continueremo a promuovere e incentivare iniziative di confronto e attività di ricerca – ha detto al termine della riunione la presidente Pettinato -nell’ interesse primario della salute dei cittadini».G. Bon.

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