23 Ottobre 2001

I Matarrese ricusano il giudice, per Punta Perotti tempi lunghi

I Matarrese ricusano il giudice, per Punta Perotti tempi lunghi


L`ennesimo colpo di scena durante l`udienza dinanzi al gip: lo scontro sulla demolizione

Saltella, rimbalza, si allontana obbedendo a chi la lancia. La vicenda di Punta Perotti schizza sempre più lontano dalla destinazione finale, grazie ai colpi di scena dei giocatori.
Ieri l`ennesimo: Comune chiama giudice dell`esecuzione perché decida su chi debba abbattere l`ecomostro. Giudice risponde alla chiamata. Ma (e qui cambia la scena) non può decidere, perché un bel lancio fatto dagli avvocati della famiglia Matarrese (costruttori della struttura assieme ad Andidero e Quistelli) le toglie la competenza.
Il giudice in questione, il gip Maria Mitola, infatti, alcuni mesi fa aveva querelato per diffamazione Michele Matarrese (capostipite della famiglia) in seguito a un`intervista rilasciata a un quotidiano dopo la sentenza di confisca, emessa dalla Cassazione il 29 gennaio scorso. Il gip Mitola è parte offesa in un altro procedimento, sostengono i legali, dunque è incompatibile con questo. E con queste argomentazioni ne hanno chiesto la ricusazione alla Corte d`appello di Bari, evidenziando “la grave inimicizia esistente“ tra i due.

Non si conoscono i tempi della decisione in merito (potrebbe essere depositata anche oggi) ma, nel frattempo, il gip Mitola nell`udienza di ieri ha concluso l`istruttoria delle parti e ha rinviato per la sua decisione al 10 dicembre. Se tutto va bene, se i giudici di appello non la ricusano e se lei ha deciso, per quella data i cittadini baresi sapranno chi dovrà abbattere Punta Perotti.

Di questo si è discusso a lungo ieri, oltre tre ore in cui si sono affrontati i legali dei Matarrese, quelli del Comune di Bari (era presente anche il professor Ennio Amodio, avvocato del premier Berlusconi) e il trio della Procura barese, il procuratore capo Emilio Marzano e i suoi sostituti Ciro Angelillis e Roberto Rossi.
Le posizioni sono così schierate: Procura e Comune di Bari (e con loro ministero dell`Ambiente, Codacons, Lipu e Wwf) si trovano d`accordo sul fatto che competente in tutte le questioni che riguardano l`esecuzione della sentenza della Cassazione sia il gip, ma si rimbalzano la responsabilità dell`abbattimento. Dall`altra parte i costruttori, che attribuiscono la competenza alla Corte d`appello e oppongono un deciso “no“ alla demolizione della loro creatura.

Ma che si debba demolire, ormai, ne sembra convinto anche il Comune, che ieri ha messo a disposizione della magistratura un voluminoso progetto elaborato in sei mesi. Bello, completo, articolato e costoso. «Sono spese di giustizia ha ricordato l`avvocato Renato Verna Tocca al giudice dirci chi deve sostenere l`onere finanziario di demolizione del complesso». Una spesa quantificata intorno ai 5 miliardi e 600 milioni, un argomento forse molto più valido delle ricusazioni, delle incompatibilità, dei conflitti d`interessi.

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