I “maniaci” della felicità in offerta speciale
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fonte:
- La Sicilia.it
Fenomenologia dei saldi. Un po’ per la convenienza in tempo di crisi, un po’ per quell’impulso irrefrenabile di comprare «Amore, guarda che bello. Ho comprato: un maglione rosso, un giubbotto beige, due paia di scarpe, tre pantaloni, ma anche l’impastatrice elettronica con bilancia e un set di copricuscini natalizi. Amore, che bello, c’erano gli sconti». In un’immaginaria conversazione parodistica tra una coppia di coniugi, a un’affermazione simile succederebbe il silenzio, intanto. Poi, pacatamente (forse) un sibilo uscirebbe dalla bocca del marito, timoroso della risposta: «Quanto ti è costato?». Per nulla imbarazzata la moglie potrebbe rispondere: «Solo 1.500 euro amore, ma c’erano gli sconti, del 50%. Sennò non li avrei mai comprati». Nulla può essere replicato, nulla. Nemmeno le annotazioni sull’armadio pieno di indumenti («Non ho niente da mettermi»), o l’ennesimo maglione («Ma quello che avevo era rosé»), la scarpiera che grida pietà («Una è per il venerdì sera, l’altra per la domenica mattina») o quei pantaloni acquistati durante gli ultimi sconti («Ma che c’entra»). Nulla può essere replicato sull’impastatrice elettronica con bilancia, neanche se lei non ha mai saputo cucinare e mamma e quattro salti in padella sono le uniche parole che fanno venire il sorriso a pranzo. Nulla, neanche dimostrando calendario alla mano che per i copricuscini natalizi c’era ancora tempo. Un anno, circa. Nulla può essere replicato, se non si vuol dormire sul divano almeno un mese, ma la shopping mania non ha limiti durante gli sconti. Basta la parola e anche l’oggetto più inutile diventa conveniente a metà prezzo. Un po’ lo stesso ragionamento che spinge gli automobilisti a far benzina per avere la telecamera a soli 100 euro in più (dopo aver speso chissà quanto), il negozio con la tessera punti e i premi fedeltà o il supermercato che premia la tua spesa entro l’anno. Lo stesso ragionamento che ha portato all’attivazione di una Monza-card, iniziativa che coinvolge 1.500 esercenti, con una carta dello shopping per accumulare punti e ottenere sconti sui prossimi acquisti, sul conto al ristorante, sui biglietti del teatro, del cinema, dell’ autobus e dei parcheggi, e perfino sulle bollette del gas. Più spendi, insomma, più spen? ehm, risparmi. Non si tratta di shopping compulsivo, in cui giovani donne comprano non più soltanto per il piacere che si ricava da un nuovo acquisto, ma riportano uno stato di tensione crescente, e il desiderio di comprare diventa un impulso irrefrenabile. Ma se si riesce a non esagerare, gli sconti sono un ottimo modo per dare respiro ai commercianti, usciti magari da periodi di crisi economica, permettere di avere qualcosa di marca (o qualcosa, in generale) a un prezzo abbordabile. Basta fare la fila, sfidare la pioggia e mettersi ancora in fila, trovare parcheggio, mettersi in fila e comprare. In Sicilia, fino al 15 marzo i commercianti cercheranno di recuperare i mancati introiti dovuti alla crisi economica che ha provocato la contrazione dei consumi e si stima un giro d’affari, solo per l’Isola, di circa 200 milioni di euro. La sfida ai centri commerciali, i negozi l’hanno lanciata pubblicizzando i saldi nelle vetrine, con punte fino al 70 %. Numerose irregolarità sono state riscontrate dagli ispettori del Codacons nei negozi nei primi giorni di saldi. Lo rende noto l’Associazione dei consumatori che ha effettuato controlli nelle 9 province della Sicilia per verificare la correttezza degli esercenti nell’esposizione della merce e nelle indicazioni relative agli sconti. «Ebbene, nonostante i richiami delle associazioni dei consumatori e delle organizzazioni dei commercianti, troppi esercenti – denuncia il Cocadons – continuano a violare le norme, indicando sui cartellini solamente il prezzo finale e la percentuale di sconto, ma non il prezzo originale, oppure aggiungono alla merce di stagione i cosiddetti fondi di magazzino, ingannando di fatto i clienti». Basta sapersi regolare, insomma, e i saldi possono essere un momento di benessere per tutti, altrimenti il rischio di finire come la coppia di prima è alto. E ancora, sui divorzi, gli avvocati non applicano sconti.
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