25 Febbraio 2003

I malati d?influenza possono fare causa»




ROMA. Molte persone che nei mesi scorsi si erano vaccinate contro il virus influenzale si sono riammalate perché il ceppo influenzale sembrerebbe cambiato rendendo inutili gli effetti benefici del vaccino. «Una vera e propria beffa», sostiene il Codacons, il coordinamento di associazioni per la tutela dell?ambiente e dei diritti di utenti e consumatori che invita i malati a presentare causa ai propri sportelli per chiedere al Giudice di pace un risarcimento danni fino a 1.100 euro. Per il Codacons le case farmaceutice al fine di aumentare al massimo i ricavi, potrebbero aver commercializzato troppo presto il vaccino, effettuando i rilevamenti sui ceppi influenzali con eccessivo anticipo.
La vaccinazione contro l?influenza protegge nel 70-80% dei casi e non è mai assoluta. Lo afferma la virologa dell?Istituto superiore di sanità Isabella Donatelli, che coordina gli isolamenti virali del sistema di sorveglianza nazionale sull?influenza.
Donatelli spiega come mai alcune persone che si sono vaccinate abbiano contratto ugualmente l`influenza.
«Innanzitutto occorre vedere se effettivamente si tratta di virus influenzali o meno. Nel periodo invernale, infatti – sottolinea la virologa – circolano almeno 200 tra virus e batteri che provocano sintomi simili all?influenza. Ma se questi hanno una prevalenza di tipo intestinale è da escludere che si tratti di influenza».
Secondo Donatelli ci sono persone che rispondono in maniera meno brillante al vaccino per una particolare situazione immunologica. «Inoltre – ha spiegato – il virus influenzale durante la stagione invernale, anche se di poco, varia. Così il vaccino non copre al 100% dei casi. Obiettivo principale del vaccino, ha ricordato Donatelli, è proteggere dalla malattia ed evitare le complicanze: «nei casi di malattia nelle persone vaccinate l?influenza non è mai aggressiva, anzi è attenuata e benigna».
Per l?epidemiologo Donato Greco il fatto che il virus influenzale vari nel corso della stagione «è un fatto assolutamente normale». «Dai dati del sistema di sorveglianza dell?Iss – ha concluso – si rileva che la fascia degli anziani che hanno in gran parte effettuato la vaccinazione la diffusione dell?influenza è molto bassa».
E la medicina ufficiale sembra d?accordo sull?efficacia dell?antitodo utilizzato quest?anno. Il 70% delle persone al di sopra dei 65 anni si è vaccinato contro l?influenza e l?effetto preventivo ha avuto successo. Lo ha sottolineato il professor Pierro Crovari, microbiologo dell?università di Genova e componente del Consiglio superiore di sanità, in merito alla presa di posizione del Codacons sull?efficacia del vaccino antinfluenzale. Crovari ha citato gli ultimi dati del consorzio interuniversitario per la sorveglianza dell?influenza che parla di una diffusione bassa tra gli anziani (4 per 1000), una prova concreta che il vaccino ha funzionato nel prevenire l?infezione.
In queste settimane, ha spiegato il microbiologo, si sta raggiungendo la soglia più alta della diffusione dei virus influenzale: la scorsa settimana la morbosità ha raggiunto in 10 regioni la media di 10 per 1000; nella fascia di èta 0-14 anni la prevalenza è di 22 casi per 1000 mentre tra gli over 65 è di 4 per 1000.

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