8 Settembre 2011

I lombardi e l’ aumento dell’ Iva Una stangata di 290 euro a famiglia

La stangata maggiore è per gli abitanti del Trentino con 110 euro pro capite (si considera solo l’ effetto diretto e non anche quello indiretto dovuto agli arrotondamenti), seguiti dai residenti del Lazio. Al terzo posto i lombardi, mentre il ricchissimo Veneto è sorprendentemente solo al quinto posto, con appena 82 euro ad abitante. Per non parlare del Piemonte che verserà alle casse dell’ erario appena 69 euro. Nonostante il giochino non sia del tutto corretto, i risultati sollevano comunque notevoli perplessità sulle dichiarazioni Iva e sull’ evasione di questa imposta. La media nazionale è 69,9 euro ad abitante, che per una famiglia di 3 persone significa 209 euro di effetto diretto (a cui, lo ricordiamo, vanno aggiunti 81 euro di effetto indiretto legato agli arrotondamenti, per una stangata complessiva di 290 euro). Il Codacons insiste nel chiedere al Governo di lasciare al 20% alcuni prodotti che finiranno per colpire soprattutto i poveri e le famiglie numerose, come i detersivi, i giocattoli, il caffè. Inoltre è fondamentale non aumentare l’ Iva sui carburanti già interessati dall’ aumento delle accise, accise che hanno determinato l’ aumento dell’ inflazione dal 2,7% di luglio al 2,8% di agosto. Ogni punto in più dell’ inflazione significa, su base annua, una stangata media di 290 euro. Visto che Tremonti non voleva aumentare l’ Iva per paura dell’ inflazione, si faccia almeno valere per scorporare dall’ aumento i carburanti, che hanno un effetto moltiplicativo su tutti i prezzi delle merci trasportate. © riproduzione riservata.

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