13 Maggio 2021

I liceali  scrivono  al  prefetto  “Sette  motivi  per  la  Dad”

 Alessandro  Calabrese  «Vogliamo  restare  in  Dad  fino  alla  fine  dell’anno  scolastico.  Le  istituzioni  preposte  avranno  ulteriore  tempo  nei  mesi  estivi  per  organizzare  la  riapertura  settembre  in  totale  sicurezza,  puntando  anche  soprattutto  sul  numero  di  persone  vaccinate.  Questa  lettera  non  nasce  con  l’intenzione  di  scioperare,  né  tantomeno  per  contrastare  le  decisioni  prese  dalle  autorità,  ma  con  l’obiettivo  comune  di  tornare  in  presenza  per  restarci».  Si  conclude  così  la  lettera  che  37  rappresentanti  degli  studenti  degli  istituti  superiori  di  Avellino,  nome  dei  loro  compagni,  hanno  inviato  al  prefetto  Paola  Spena,  al  dirigente  scolastico  provinciale  Rosa  Grano  al  sindaco  Gianluca  Festa.  Una  richiesta  chiara  che  fa  seguito  al  confronto  già  avuto  con  il  primo  cittadino  s’inserisce  nella  nuova  diatriba  sorta  con  il  Codacons  alcuni  genitori  che  hanno  presentato  in  Procura  un  esposto  per  interruzione  di  pubblico  servizio,  contro  la  fascia  tricolore  le  sue  ordinanze  di  prolungamento  della  didattica  distanza.  Per  suffragare  l’iniziativa  intrapresa,  delegati  degli  alunni  hanno  allegato  anche  il  sondaggio  anonimo  condotto  nelle  singole  scuole,  da  cui  emerge  che,  su  4.852  ragazzi  interpellati,  solo  168  si  sono  detti  favorevoli  al  rientro  in  classe.  Ben  4.684  campione  che  rappresenta  il  96,5  degli  studenti  consultati  oltre  la  metà  sul  totale  degli  iscritti  alle  secondarie  superiori  del  capoluogo  irpino,  hanno  chiesto  di  continuare  con  la  Dad.  «È  stato  detto  che  il  sindaco  ha  “tenuto  in  ostaggio  gli  studenti”  che  ci  ha  “umiliati”  – dice  Antonio  Piscopo,  del  Liceo  Classico  “Colletta”  – ma  è  proprio  nome  della  maggior  parte  degli  studenti  che  ci  sentiamo  di  dissentire.  Fino  ad  oggi  Festa  ha  tenuto  in  considerazione  proprio  diretti  interessati.  Ha  ritenuto  che,  dati  alla  mano,  la  situazione  non  fosse  delle  migliori  per  tornare  scuola  in  sicurezza.  In  pratica,  ha  fatto  ciò  che  un  sindaco  che  ha  cuore  la  salute  dei  propri  cittadini  dovrebbe  fare.  Non  capiamo  il  senso  di  tutto  ciò  pochi  giorni  dalla  fine  dell’anno  scolastico.  Il  ritorno  adesso,  inoltre,  metterebbe  rischio  specialmente  ragazzi  di  quinta,  quali  sono  prossimi  ad  affrontare  l’esame  di  maturità.  Riteniamo  sia  meglio  concentrarsi  su  un  ritorno  in  sicurezza  settembre,  piuttosto  che  rischiare  ora».  Nel  testo  della  missiva,  poi,  l’istanza  avanzata  dai  ragazzi  è  illustrata  articolata  in  punti.  Il  primo  riguarda  l’utenza  eterogenea  degli  istituti  scolastici.  «Parte  degli  alunni  delle  superiori,  in  particolar  modo  quelli  frequentanti  gli  istituti  tecnici  professionali,  provengono  dalla  provincia  per  circa  il  90%.  In  molti  di  questi  sono  emersi  cluster  di  Covid  per  cui  tanti  alunni  sarebbero  impossibilitati  alla  frequenza  in  presenza».  C’è  poi  la  questione  dei  trasporti  pubblici.  «Gran  parte  degli  studenti  utilizza  trasporti  pubblici  per  raggiungere  il  proprio  istituto.  Data  la  corposa  utenza  scolastica  locale,  l’utilizzo  in  massa  dei  mezzi,  carenti  da  anni  non  potenziati  sufficientemente  proporzionalmente  quest’ultima  sarebbe  viatico  di  possibili  infezioni  con  conseguente  innalzamento  della  curva  epidemiologica».  ancora,  vengono  menzionati:  la  didattica  digitale  integrata  poco  efficiente  per  ragazzi  collegati  da  casa  perché  durante  le  spiegazioni  dei  docenti  il  pc  è  lontano  dalla  cattedra  la  lavagna  è  poco  visibile;  la  presenza  di  familiari  del  personale  degli  stessi  studenti  “a  rischio”;  insegnanti  dipendenti  scolastici  non  completamente  vaccinati.  Inoltre,  si  sottolinea  come  “gli  studenti  delle  classi  quinte  sono  particolarmente  allarmati  circa  il  rischio  di  contagio  che  correranno  una  volta  tornati  in  presenza.  Ognuno  di  loro  dal  16  giugno  sarà  chiamato  sostenere  l’esame  di  stato  un  possibile  contagio,  suscettibile  di  quarantena,  potrebbe  generare  non  pochi  problemi  all’intera  classe».  infine,  riflettori  puntati  sulla  ripresa  dei  campionati  sportivi  di  interesse  nazionale.  «Per  alcuni  studenti  impegnati  in  trasferte  sul  territorio  regionale,  pur  applicando  tutti  protocolli  di  sicurezza  previsti,  si  potrebbe  palesare  un  ulteriore  veicolo  di  contagio».  Ecco,  dunque,  le  ragioni  per  le  quali  secondo  gli  studenti  delle  superiori  di  Avellino  è  meglio  completare  l’anno  in  Dad.  © RIPRODUZIONE  RISERVATA 
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