16 Dicembre 2019

«I libri? Non sono nostri I familiari possono venire a riprenderseli»

venezia. I libri stanno andando a male, e dunque vanno ritirati «senza indugio». In più, «a spese» degli stessi donatori. E per i risarcimenti post acqua alta? L’ unico «soggetto titolato» a chiederlo è un familiare e non chi ne ha la custodia. Come a dire: non è un problema della scuola. Non c’ è pace per i quattro mila libri donati dalla famiglia Todesca-Zanon al liceo Marco Polo, incastrati nel labirinto della burocrazie e poi in parte finiti sott’ acqua dopo l’ alta marea del 12 novembre. Ora, a decretare la parola fine alle speranza di un recupero dei preziosi volumi è lo stesso dirigente scolastico del Marco Polo, Gianni Maddalon. La storia del fondo risale al 2015, quando Alessandro Todesca, all’ epoca insegnante di inglese in pensione e scrittore, e la moglie Maria Giuseppina Zanon (figlia del musicista Sante Zanon, per 25 anni direttore d’ orchestra alle Fenice) donarono la loro ricchissima biblioteca al Marco Polo, istituto all’ epoca frequentato dalla nipote, da tre dei loro figli e dalla stessa donatrice. Un progetto accolto con entusiasmo da genitori e insegnanti, tanto che i libri furono timbrati e catalogati, pronti a essere sistemati in una biblioteca scolastica ad hoc. Poi un susseguirsi di dirigenti scolastici, e del progetto non se n’ è più fatto nulla. Anzi, quei libri sono quasi diventati un intralcio. Manca ancora, infatti, un documento formale che permetta all’ istituto di acquisire il fondo. Abbandonato da qualche anno in uno scantinato di palazzo Basadonna. E poi ci si è messa anche l’ acqua alta, che ne ha danneggiato una buona parte. Nei giorni scorsi, si erano moltiplicate le iniziative di solidarietà in difesa del fondo: Codacons, insegnanti, genitori, studenti. Anche gli esperti della Soprintendenza si erano mossi, monitorare lo sviluppo di spore e muffe capaci di danneggiare irrimediabilmente le pagine degli antichi volumi. Ma a muoversi era stato anche il figlio dei donatori, Tommaso Todesca. La Legatoria Frati & Livi di Bologna, esperta nel recupero di libri danneggiati, si era detta ad esempio disponibile ad occuparsi dei volumi. Se il trasporto è gratuito, l’ intervento costerà tra i 15 e i 20 mila euro. Ed ecco che per ottenere i soldi, entra in campo il Comune di Venezia e la possibilità di ottenere il risarcimento per i danni da acqua alta. A patto che a chiederlo sia l’ istituto Istituto «in cui il materiale era depositato e custodito». Ed è per questo motivo che, insieme ai familiari del fondo Todesca, un gruppo di docenti e genitori ha chiesto al dirigente di presentare domanda entro il 20 dicembre, data in cui scadranno le richieste di risarcimento al Comune. «In caso di ritardo o di mancata presentazione della domanda – hanno aggiunto – si perderebbero tali benefici e si profilerebbe una responsabilità dell’ istituto per negligenza e omissione di atti dovuti». Niente da fare. Dopo aver confermato che la scuola non ha mai provveduto alla legale acquisizione del fondo, il dirigente fa riferimento a una delibera del 2017 in cui il consiglio d’ istituto aveva deliberato la «rimozione e la restituzione della collezione alla famiglia Todesca». Una richiesta, questa, mai realizzata al pari dell’ acquisizione del patrimonio di libri alla scuola. Tanto che i libri, a distanza di anni, sono ancora lì abbandonati a se stessi. E che ora viene ribadita dallo stesso dirigente: i libri vanno tolti in fretta e furia perché da quelle pagine ormai umide da un mese si stanno sviluppando muffe, «con rischio microbiologico per la salubrità degli ambienti e la sicurezza personale degli studenti e del personale scolastico». Se ne saprà di più il 20 dicembre, quando il fondo sarà tra i temi al centro del consiglio d’ istituto. – Eugenio Pendolini © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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