I guasti agli Eurostar, Fs sotto accusa
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fonte:
- Il Tempo
I guasti agli Eurostar, Fs sotto accusa Parte un?inchiesta interna. Le associazioni dei consumatori pronte a dare battaglia
ROMA – Il treno Eurostar praticamente un Titanic su rotaie. Così pare. Cinque avarie in cinque giorni. Dal 23 al 28 giugno. Le Ferrovie dello Stato considerano le sventurata sequenza una semplice coincidenza dove di maledetto c?è solo il caso. «È vero che tre indizi formano una prova – scherzano alle Fs – ma nel caso dell?Eurostar non è così». Un pool di tecnici di Fs e Consorzio Trevi-Ansaldo analizzerà le registrazioni dei dati e i circuiti elettrici danneggiati per comprendere le cause dei guasti che si sono verificati (tre Etr 500 e due Etr 460, ques`ultimo tipo prodotto dalla Fiat). «I risultati – sottolinea Giovanni Sciolla, presidente del Consorzio Trevi che produce l`Etr 500 – si avranno verso la metà della prossima settimana. Per noi però si tratta di fatti episodici che solo per un caso imponderabile si sono concentrati in questi giorni. Le cause dei guasti di questi ultimi giorni sono probabilmente diverse, ma hanno avuto uno stesso effetto: il blocco del motore del treno. Ne sapremo qualcosa di più tra qualche giorno».
L?equazione guasti-uguale-caso è una consolazione che non vale per i passeggeri. Nell?immaginario del popolo dei viaggiatori (7.500 ogni giorno, 350 milioni all?anno sui 111 Eurostar circolanti, dati Trenitalia) salire su quei salotti che corrono sullo scheletro ferrato e malconcio della penisola è diventato un gioco d?azzardo: sai quando parti, non sai quando arrivi. E se arrivi senza intoppi hai vinto il terno (beffardo anagramma di treno). L?ultima puntata sulla ruota Roma-Reggio Calabria l?hanno persa l?altro ieri quasi in duecento: con l?Eurostar partito dalla capitale alle 17.10 dovevano arrivare a destinazione alle 23.25, si sono fermati per un?avaria ad Angri, nel Salernitano, dove sono rimasti per circa un?ora in attesa che un Intercity li caricasse e li portasse a destinazione. Al ritorno forse saranno più fortunati.
Le Fs sdrammatizzano. Anzi, gongolano. «Il nostro gruppo è arrivato a investire diecimila miliardi all?anno: una cifra incredibile che migliora la qualità del servizio, la sua affidabilità e dà impulso al mondo del lavoro». E citano i record: «Il bilancio dell`anno 2000 di Trenitalia (società di trasporto delle Ferrovie dello Stato che l?1 giugno ha festeggiato un anno dalla nascita, ndr ) dà atto, nelle cifre, del netto miglioramento degli standard di sicurezza. Le ferrovie italiane sono le più sicure d`Europa. La performance realizzata, secondo i dati dell`Uic (Union Internationale des Chemins de Fer), è superiore a quella delle ferrovie svizzere e spagnole ed è due volte migliore di quella della tedesca Deutsche Bahn e della francese Sncf». E ancora. «Il voto complessivo che il pubblico riconosce alle Ferrovie – dice sempre Trenitalia – calcolato sulla media dei principali fattori di analisi (comodità dei treni, rispetto per l`ambiente, competenza e cortesia del personale, sicurezza, professionalità del management, velocità ed efficienza, convenienza e altri) è passato dal 5,8 del gennaio 2001 al 6,1 di maggio, conquistando così una solida sufficienza».
Solido forse è troppo. Per le associazioni dei consumatori quella sufficienza si tiene sulle punte. Stando al sondaggio di Cittadinanza attiva il 71 per cento dei consumatori definisce «i trasporti fanalino di coda dei servizi di pubblica utilità in Italia». Il Codacons addirittura con le Fs dice di avere qualche processo in sospeso. «I bagni – scandisce il cuor di leone dell?associazione, Carlo Rienzi – si saturano in fretta e solo in poche stazioni, il 30 per cento, si possono svuotare. Il che vuol dire che spesso i passeggeri devono trattenersi perché le toilette sono fuori servizio. Quando si verifica un guasto le informazioni o non vengono fornite o sono parziali. Ci sono problemi di affollamento, l?aria condizionata si rompe spesso, l?alta velocità dei treni manda in tilt la linea elettrica aerea». E chi più ha più ne metta. «Invito tutti i passeggeri – conclude Rienzi – a segnalarci eventuali disservizi». È partito il tam tam ad alta velocità.
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