I “Grandi“ sottoscrivono la Carta di Roma
L`Italia replica alla Ue “L`etichetta rimarrà“
I “Grandi“ sottoscrivono la Carta di Roma
Alemanno agli allevatori: sulla tracciabilità non torneremo più indietro
Roma. I Paesi ricchi fanno gruppo contro la minaccia di una pandemia: le sette nazioni più industrializzate, quelle del G7, sottoscrivendo la Carta di Roma, impegnano uomini, mezzi e fondi contro i virus, ma anche contro i rischi nucleare e chimico, per i quali sono anche previste, nel 2006, alcune simulazioni. Confinare il virus H5N1 negli animali e impedire il passaggio all`uomo è uno dei punti cardine della Carta. I Paesi si impegnano a confrontare i piani nazionali per coordinare la risposta all`eventuale pandemia e sottolineano la necessità di maggiori scorte di farmaci antivirali e vaccini. Canada, Usa, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Messico prendono atto che l`Oms ha costituito una riserva da tre milioni di cicli di trattamento per i medicinali antivirali per assicurare un immediato contenimento all`iniziale focolaio di influenza. Via anche agli sforzi comuni per una più ampia utilizzazione degli sforzi di laboratorio per aumentare le conoscenze anche su altri organismi infettivi che possono mettere a rischio la sicurezza. Nascerà infine un sito internet sulla sicurezza sanitaria globale con notizie e informazioni selezionate e accertate scientificamente. Ma nel documento i “Paesi ricchi“ prendono anche impegni per il sostegno ai Paesi in via di sviluppo, iniziativa voluta dall`Italia. L`allarme Tamiflu, dopo 32 casi di gravi complicazioni in Giappone, di cui 12 mortali, non preoccupa invece gli esperti. Il farmaco antivirale è giudicato fondamentale per trattare i pazienti in caso di pandemia influenzale, e i governi di tutto il mondo stanno stanziando milioni di euro per creare scorte in caso di necessità. Intanto, l`Italia non ha la minima intenzione di tornare indietro sull`etichetta obbligatoria delle carni avicole: il governo andrà avanti e spiegherà a Bruxelles le ragioni del provvedimento. Dunque, su questo punto non c`è minaccia di procedura di infrazione che tenga. L`Italia è convinta delle sue ragioni, ribadite ieri in piazza dal ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno sceso da Palazzo Chigi dopo il consiglio dei ministri per annunciare ai manifestanti a sostegno del provvedimento che la decisione sarà pienamente difesa. Le proteste e le assicurazioni del governo fanno seguito a una lettera in cui, il 4 novembre, la Commissione europea esprimeva dubbi sulla compatibilità delle decisioni italiane con il mercato comune, dubbi corredati da un ultimatum di 15 giorni e da una minaccia di procedura di infrazione. In piazza, insieme alla Coldiretti, c`erano le associazioni dei consumatori (Federconsumatori, Codacons, Adoc, Adusbef e Adiconsum), quelle ambientaliste (Legambiente, Vas e Fare Verde), del biologico (Aiab); aderivano anche i sindacati dei lavoratori Fai-Cisl e Uila-Uil.
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Tags: alemanno, allevatori, aviaria, carne, Coldiretti, etichettatura, polli
