I gondolieri gonfiano le tariffe, ma un video li inchioda
-
fonte:
- Giornale di Vicenza
VENEZIA Il video inchioda i gondolieri che fanno la cresta – e che cresta -, al normale tariffario previsto per il più classico dei giri in laguna. Ottanta euro per 40 minuti, prevede il servizio di nolo e corsa diurna più altri 40 per 20 minuti eccedenti, così come detta non un ente qualsiasi, ma l’?Istituzione per la conservazione della gondola e la tutela del gondoliere?. A non essere tutelati invece sono risultati ignari turisti, come ha documentato l’ altra sera Striscia La Notizia, il seguitissimo tg satirico di canale 5 che è tornato a Venezia dopo aver evidenziato lo scorso maggio il caso di turisti russi ?spennati?: 400 euro per un giro in gondola di 50 minuti. Cambia il mese, ma non il ?reato?. Nei giorni scorsi, sotto Carnevale, l’ inviato Moreno Morello si è fatto aiutare da una coppia di turisti orientali che, con telecamerina nascosta e cronometro, hanno ?provato? quattro viaggi sulla tradizionale imbarcazione veneziana. Ebbene, la realtà che si sono trovati davanti è stata ben diversa dalla tariffa ufficiale: nel primo caso hanno pagato sì 80 euro, ma il tour tra i canali è durato dalle 12.52 alle 13.20, quindi meno di 30 minuti a fronte dei 40 della corsa ufficiale. Nella seconda scena è stato chiesto loro 120 euro per 40 minuti, quaranta in più del dovuto. Ma la somma è addirittura lievitata e non poco nel terzo caso: un gondoliere ripreso dalle telecamere ha chiesto 300 euro per un’ ora e mezza di giro, mentre nell’ ultimo viaggio, forse il più eclatante, sono stati chiesti in anticipo 200 euro. Doveva essere un giro di un’ ora e invece, complice il maltempo, si è fermato a 28 minuti. Giretto condito da frasi melliflue («Nella mia carriera – ammiccava il gondoliere ai turisti – clienti simpatici come te ne ho avuto solo due») e nessun euro restituito per la corsa finita anzitempo. Apriti cielo. Il risveglio della categoria è stato amarissimo. A cominciare dall’ assessore comunale al turismo Roberto Panciera: «Ho guardato con sconcerto il servizio, che dimostra con l’ ineluttabile chiarezza del linguaggio delle immagini, alcuni gondolieri che adottano, ancora una volta, comportamenti scorretti nei confronti di ignari turisti, che fanno vergognare la categoria, composta da gente onesta, e ancor più la città di Venezia, che fa del gondoliere uno dei suoi emblemi nel mondo». «Profondamente turbato» si dice anche il presidente dell’ Ente Gondola di Venezia Nicola Falconi che annuncia la convocazione della commissione di disciplina. «Essa – spiega – potrà infiggere sanzioni anche molto pesanti, che vanno dalla sospensione temporanea, fino alla revoca della licenza di gondoliere». Di più: vista la rilevanza mediatica dei fatti che quando riguardano Venezia fanno il giro del mondo (non ultimo la vicenda dei 600 euro per due fritture pagate da turisti danesi) è stato deciso la convocazione di un consiglio di amministrazione straordinario, al quale sarà invitato il sindaco e gli assessori: «L’ Istituzione Gondola, organismo strumentale del Comune di Venezia, preposto al controllo del comparto – promette Falconi – assumerà rapidamente tutti i provvedimenti necessari a sanzionare i responsabili e a tutelare l’ immagine del mondo legato alla gondola». «Purtroppo – aggiunge Aldo Reato, presidente dei Bancali, la rappresentanza «sindacale» dei gondolieri di Venezia -, anche tra noi ci sono delle mele marce da punire nel modo più totale senza se e senza ma». Reato ha già convocato un’ assemblea dei gondolieri dove si affronterà «spero una volta per tutte – afferma – questa questione, perchè fatti del genere non si ripetano. Non ci sarà alcuna pietà per i colpevoli – aggiunge – così come siamo pronti a scusarci con le loro vittime. Vicende come questa ?uccidono? il lavoro di tante persone oneste, ma anche dei veneziani tutti, e quindi non si può lasciar correre». Sulla vicenda interviene anche il Codacons, coordinamento delle associazioni per la difesa dei consumatori.: «Non bastano sanzioni e misure blande: i gondolieri di Venezia che hanno applicato tariffe maggiorate approfittando della buona fede dei turisti, vanno puniti con il ritiro definitivo della licenza. L’ aumento ingiustificato delle tariffe rappresenta non solo una scorrettezza verso gli utenti, ma veri e propri reati per i quali la magistratura veneziana dovrà aprire una indagine».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
