1 Novembre 2007

I giudici sospettano il cartello della pasta

I giudici sospettano il cartello della pasta
L`aumento dei listini potrebbe essere stato deciso dai produttori

Non solo l`istruttoria dell`Autorità Antitrust, anche la magistratura indaga sull“aumento indiscriminato del prezzo della pasta, che potrebbe essere stato deciso da un cartello di produttori del settore. È questa l`ipotesi della procura di Roma, che sulla base di notizie di stampa ha deciso di aprire un fascicolo, per il momento senza indagati, sulla crescita dei listini. Il reato potrebbe essere quello di “manovre speculative su merci“, punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Plaudono all`iniziativa le associazioni dei consumatori: Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori si dichiarano pronte ad essere ascoltate dalla magistratura, affinchè “si faccia piena luce sugli ennesimi aumenti speculativi che hanno messo in ginocchio milioni di consumatori, intaccando il loro potere di acquisto già nel passaggio all`euro, i cui omessi controlli hanno sfilato ben 70 miliardi di euro dalle tasche delle famiglie“. Più prudenti le parole del presidente dell`Authority, Antonio Catricalà, la cui istruttoria, avviata su denunce delle associazioni dei consumatori e del ministero Attività produttive, dovrebbe concludersi entro il novembre 2008: “Non possiamo fare processi sommari, abbiamo bisogno di raccogliere prove e di conoscere il mercato, dando la possibilità alle parti inquisite di difendersi“. Si fa sentire anche la Coldiretti, secondo cui i prezzi della pasta registrano valori diversi fino al 50% nelle varie città con importi medi che variano dai 1,48 euro al chilo di Milano fino allo 0,93 euro al chilo di Palermo. “A fronte di una evidente variabilità del prezzo della pasta tra le diverse città, quello del grano – sottolinea l`associazione dei coltivatori – è fissato su valori internazionali“. Ben vengano, dunque, le indagini della magistratura e dell`Antitrust. Tanto più che l`Italia è il principale consumatore mondiale di pasta (28 chili pro capite all`anno), ma nell`ultimo anno – rileva la Confederazione italiana agricoltori – gli acquisti sono stati tagliati del 5,6%, mentre la flessione media dei prodotti agroalimentari ha superato il 2%. Colpa, ovviamente, di “rincari selvaggi e speculazioni“, che “gonfiano“ i prezzi in maniera abnorme nei vari passaggi dal campo alla tavola. Tacciono, invece, i produttori di pasta sotto accusa. Ma già agli inizi di settembre, dopo l`annuncio del colosso Barilla, la stessa Unipi (che rappresenta gli industriali della pasta) aveva annunciato aumenti di 0,12-0,14 euro per pacco di pasta.

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