14 Agosto 2020

I GHIGLIOTTINARI

sono figli del populismo gialloverde che ha mortificato la politica e alimentato il sentimento delatorio istituzionalizzato con tridico
Il premier Giuseppe Conte e sei ministri sono indagati per la gestione dell’ emergenza Coronavirus. Finiti nel mirino di oltre duecento denunce, di semplici cittadini e associazioni di consumatori. Accusati di reati che vanno dall’ epidemia all’ omicidio colposo, dall’ abuso d’ uficio all’ attentato contro la Costituzione. C’ e’ chi vuole che il governo risponda dei ritardi del lockdown e chi al contrario lamenta la limitazione delle liberta’ personali. La procura di Roma invia gli atti al tribunale dei ministri: “Un atto dovuto”, dice Palazzo Chigi. E in effetti i pm romani annotano che le accuse sono “infondate e quindi da archiviare”. L’ ultima parola su un eventuale processo a Conte, Alfonso Bonafede, Luigi Di Maio, Roberto Gualtieri, Lorenzo Guerini, Luciana Lamorgese e Roberto Speranza, spetta ora al tribunale dei ministri. Dall’ opposizione Fi e Fdi sostengono che il giudizio negativo sul governo spetti alla politica non alla magistratura, mentre Matteo Salvini attacca: invoca l’ arresto di Conte e accusa il governo di avere “morti sulla coscienza”. Ma il premier difende le sue scelte e ne rivendica la “responsabilita’ politica”. E’ una nota della presidenza del Consiglio a svelare la nuova inchiesta sui giorni del lockdown, che si afianca a quella di Bergamo sulle mancate zone rosse ad Alzano e Nembro. Gli avvisi di garanzia sono arrivati: la speranza nel governo e’ che il tribunale dei ministri decida di archiviare, come proposto dai pm romani, senza aprire un processo. Ma qualche timore trapela, soprattutto sul piano politico: se a settembre arrivasse un rinvio a giudizio, rischierebbe di piombare sul governo in una fase gia’ assai delicata, per la riapertura delle scuole e un autunno di crisi che secondo Lamorgese potrebbe essere carico di tensioni sociali. Sull’ inchiesta Conte invia ai cittadini che lo seguono via attentato contro la costituzione dello Stato, attentati contro i diritti politici del cittadino. I pm romani Eugenio Albamonte e Giorgio Orano, dopo aver esaminato gli oltre duecento ricorsi, sollecitano l’ archiviazione. Ma tra i ricorrenti c’ e’ chi, come l’ avvocato Carlo Taormina (i suoi ricorsi sono tre), chiede al tribunale dei ministri “di essere ascoltato” e di poter consegnare “tutti i documenti” in suo possesso. Taormina lamenta l’ indicazione di archiviazione dei pm come una “interferenza”. Mentre il Codacons, che vanta numerosi ricorsi contro la mancata zona rossa ad Alzano e Nembro e per i decessi nelle Rsa, invita i cittadini, con apposito modulo online, a costituirsi come parti offese e “chiedere un risarcimento”. Sul piano politico Vito Crimi per il M5s e Nicola Zingaretti per il Pd intervengono a difendere il governo. E invece, attacca Giorgia Meloni, dovrebbero invocare il processo come fatto in passato, anche per Salvini: “Fdi, con.

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