I gestori: senza tasse benzina meno cara dell`acqua minerale
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
MILANO Per gli oltre 4,5 milioni di automobilisti in viaggio in questi giorni per il ponte del 1 maggio, il pieno costerà di più a causa dei rincari attuati dalle compagnie. Ieri è stata la volta dell`Agip a portare sopra la soglia di 1,3 euro al litro il costo della verde. Sotto 1,3 euro al litro resta dunque solo la Erg (1,298 euro). Secondo il monitoraggio quotidiano del ministero dello Sviluppo economico, il listino consigliato dai gestori del marchio Eni ha fatto un salto di 1 centesimo, arrivando a 1,308 euro al litro, sui livelli cioè già raggiunti in questi giorni da Api, Ip e Total. Rimangono invece invariati tutti gli altri listini, compresi quelli del gasolio, il cui massimo resta al momento a 1,150 euro al litro. Se la crescita dei listini – che si ricollega, secondo i petrolieri, alle tensioni sui mercati internazionali – è stata apprezzabile, l`Istat dal canto suo (si veda l`articolo accanto) ha rilevato in aprile un incremento mensile del 2,6% per la benzina e dell`1,5% per il gasolio. Su base annua, invece, verde e gasolio sono calati rispettivamente del 2,7% e del 4,2%. Il pieno, rispetto a un anno facosta dunque un po` meno. I ritocchi di questi giorni hanno comunque innescato nuove polemiche sulla dinamica dei carburanti.“Inammissibili ritocchi in periodi festivi “,sottolineano Riccardo Villari della Margherita e Franco Ceccuzzi dei Ds. “Violato il calmiere del ponte di Pasqua, nonostante l`euro forte sul dollaro, l`Antitrust deve intervenire “,rilancia il Comitato per i diritti dei consumatori. I gestori, dal canto loro, si difendono e attaccano sul peso eccessivo della componente fiscale sul costo alla pompa dei carburanti, con una campagna di informazione destinata ai circa 6 milioni di persone che ogni giorno fanno rifornimento nelle 25mila stazioni di servizio italiane. “Ogni 50 euro di pieno di benzina – si legge in una nota Faiba AisaConfesercenti, FegicaCisl e Figisc AnicaConfcommercio – almeno 31,06 finiscono nelle casse dello Stato e 13,66 rappresentano il costo dell`acquisto del carburante sui mercati internazionali. Nelle tasche delle compagnie finiscono 3,83 euro, mentre 1,45 euro è la remunerazione del gestore“. Tradotto in quote percentuali, il peso della componente fiscale ( Iva e accise)sui carburanti si attesta sul 62,13%, mentre il costo di approvvigionamento costituisce il 27,32%. Il margine dei petrolieri -aggiunge l`analisi dei gestori – si attesta sul 7,65% mentre il margine dei gestori è del 2,90%. I benzinai non si sono fermati qui e hanno poi messo a confronto il prezzo (al netto delle tasse) di alcuni prodotti chiave, da cui emerge che la benzina vince la sfida del costo con acqua minerale, latte e addirittura con il caffè al bar. Un litro di verde costa infatti 0,43 euro contro i 0,54 euro stimati nel corso dell`indagine per un litro di acqua minerale. Un litro di latte (1,29 euro) costa poi circa tre volte più di un litro di verde. Il confronto con il caffè al bar è improbo per la benzina: un litro costa 17,34 euro, pari a 40 litri di carburante (+4,033%). I benzinai “non hanno torto “ quando parlano di eccessivo peso fiscale sul prezzo della benzina, “ma non bisogna dimenticare che sulla parte di prezzo non coinvolta da accise e Iva, non esiste concorrenza, le differenze tra operatori sono minime, irrisorie, il Governo dovrebbe finalmente sterilizzare l`Iva come promesso da tempo“, replica il Codacons commentando i calcoli sui carburanti elaborati dai gestori.
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