«I favorevoli alla base sono tantissimi»
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fonte:
- Il Gazzettino
(E.S.) «Dove sono i documenti con cui il governo italiano ha dato via libera agli Usa per il Dal Molin?». Se lo chiede Giancarlo Albera, del Coordinamento dei comitati. Domenica prossima infatti scade il tempo a disposizione dell` Avvocatura di Stato per rispondere all`ordinanza imposta dal Tar Veneto lo scorso 22 aprile attraverso il giudice Bruno Amoroso. L`argomento è il ricorso del Codacons a cui partecipano anche alcuni gruppi vicentini contrari alla base(nella foto, un particolare del progetto). «Lo Stato ha sempre cercato il rinvio – dice Albera, ricordando cosa era successo nell`udienza del 4 settembre scorso, quando l`Avvocatura si era presentata in aula senza documentazione per poi ammetterne l`esistenza – Ma ci ha provato anche un mese fa, quando ha chiesto il rinvio perché allora era in corso il cambio di esecutivo. Il giudice però non ha concesso proroghe». Tra i vari punti su cui è basato il ricorso, ci sono la violazione degli articoli 80 e 87 della Costituzione laddove prevedono l`obbligo di ratifica con legge dei Trattati internazionali di natura politica; la violazione del Trattato europeo di Maastricht del 1992, la violazione del decreto legislativo n.39 del 1997 concernente la libertà di accesso alle informazioni in materia di ambiente; la violazione delle normative comunitarie direttive 337/85 e 97/11/CE sulla Valutazione di impatto ambientale e la Valutazione di impatto strategico, non potendosi classificare il progetto “Dal Molin“ come “opera di difesa nazionale“.
Ma una risposta indiretta ad Albera arriva da Silvano Giometto e dal suo nuovo comitato di raccolta firme “Pro Dal Molin“. Secondo l`ex leader di No Privilegi Politici «la prima uscita ufficiale del gruppo (avvenuta ieri in piazza Matteotti, ndr) è stata interrotta alle 12 per eccesso di sottoscrittori: uno ogni quaranta secondi, «gente cosciente del fatto che il 30\% del fatturato del 30\% delle aziende che operano nel vicentino dipende dal rapporto di lavoro con la Ederle. Senza parlare poi del quasi miliardo e mezzo di dollari del prossimo investimento al Dal Molin e dell`enorme numero di persone che già svolgono attività professionale in viale della Pace».
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