4 Giugno 2005

I farmacisti: no alla concorrenza, raccolta di firme

I farmacisti: no alla concorrenza, raccolta di firme
Continua la polemica con il governo sui ribassi. E i supermercati: pronti a vendere medicine







ROMA – I farmacisti sono decisi a non mollare. Non vogliono applicare gli sconti sui medicinali. Insistono a dire ?no? nonostante la decisione del governo e il sostegno dell?Antitrust che invita la categoria ad aprire alla libera concorrenza. La polemica non si placa anche se il fronte, soprattutto nelle grandi città, inizia ad incrinarsi. Cominciano a comparire i primi cartelli promozionali per i farmaci da banco e quelli di fascia C a totale carico del cittadino.
E, tra le file dei sedicimila titolari di farmacie, si fa largo l?ipotesi di una raccolta di firme contro il testo votato dal Consiglio dei ministri entrato in vigore il 31 maggio. «La prossima settimana – spiega Franco Caprino, segretario nazionale di Federfarma – avremo il nostro consiglio nazionale e non si esclude che si possa prendere questa decisione. Il ministro Storace dovrebbe adottare misure diverse nell?interesse dei cittadini. Dovrebbe, per esempio, controllare a monte il prezzo dei fascia C». Il riferimento agli industriali è chiaro. A loro il governo ha imposto il blocco del prezzo fino al 2007. La proposta dei farmacisti alternativa allo sconto del 20% del prezzo dei medicinali di automedicazione era la riduzione dei listini del 10% su tutti i medicinali non ?passati? dal servizio sanitario nazionale.
Mentre in farmacia si organizza la protesta, i supermercati cominciano a pensare come fare spazio ai medicinali tra gli scaffali. Il presidente della Coop nazionale, Aldo Soldi, già parla di «aprire rapidamente un tavolo di confronto tra le parti interessate per valutare attentamente l?indicazione dell?Antitrust». Il confronto con il prezzo del latte in polvere è immediato. Libertà di concorrenza, per la Coop, vuol dire costi più bassi. «Come è accaduto nella recente vicenda del latte artificiale finirà per interessare anche i tradizionali canali di distribuzione». Ancora più intenzionato a vendere pillole, fiale e sciroppi il gruppo Auchan-Sma. «Se l?obiezione è che la vendita di quei prodotti non può essere effettuata a self service sugli scaffali, allora proponiamo di chiedere la collaborazione di farmacisti, come già facciamo in Francia». Sull?apertura alla farmacia-supermercato, comunque, il ministro Francesco Storace continua a frenare. Da Lussemburgo, dove si sono riuniti i ministri Ue della Salute, fa sapere che «armonizzare la politica sui medicinali non vuol dire far entrare i farmaci nella grande distribuzione». «Possiamo dire – aggiunge – che in Italia il cittadino per alcuni medicinali spende più che nel resto d?Europa. Ma è vero anche il contrario: cioè che da noi il sistema protegge di più la popolazione con il 70% di spesa rimborsata rispetto a tutti gli altri paesi Ue».
Il Codacons, associazione di tutela dei consumatori, dà le regola sulla pubblicità che dovrà comaprire nelle farmacie. I clienti, a loro avviso, dovrebbero avere la possibilità di scegliere dove acquistare a prezzi inferiori. Per questo, è la tesi di Carlo Rienzi presidente dell?associazione, «è necessario che le percentuali di sconto vengano esposte in vetrina». Che vuol dire l?elenco dei prodotti ribassati con a fianco il prezzo e il relativo sconto. Concorrenza trasparente, dunque. Cittadinanza-Tribunale per i diritti del malato spinge verso il supermercato e applaude quei farmacisti che, in soli due giorni, hanno già deciso quali prodotti scontare. Proprio per monitorare chi applica i ribassi Cittadinanza attiva ha avviato un?indagine in diverse città italiane: sotto la lente farmacie e prodotti di fascia C. «Che sono numerosi – spiega Giuseppe Scaramazza segretario regionale dell?associazione – ma si riducono , in sostanza, a 29 principi attivi».
E proprio sulla competizione non è d?accordo il decreto l?ex ministro della Salute Girolamo Sirchia: «E? buono il provvedimento del blocco dei prezzi per i farmaci di fascia C e, invece, di scarso rilievo e con vantaggi modesti il fatto di applicare sconti fino al 20% sui farmaci di automedicazione. A fronte di un vantaggio relativamente modesto si va ad intaccare la figura del farmacista inserendo una concorrenza di scarso rilievo».


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