I familiari dei defunti “Ringraziamo la Procura”
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fonte:
- La Stampa
I sorrisi sono sinceri e per una volta sembra che quel peso che portano sul cuore sia diventato più leggero. La decina di familiari che in passato hanno affidato le salme dei propri cari al tempio crematorio biellese ha accolto la sentenza di condanna dei fratelli Ravetti non con gioia, che sarebbe stata fuori luogo, ma quasi con sollievo. In tutte le udienze del processo a dipendenti e dirigenti della So.Cre.Bi. si sono ritrovati fuori dal tribunale, sempre gli stessi, una ventina, forse qualcuno in meno, molti indossando le magliette con sopra le foto di chi hanno perso. Ieri si sono dichiarati soddisfatti, hanno parlato per la prima volta con il procuratore Teresa Angela Camelio, l’ hanno ringraziata e applaudita, lei e il luogotenente Tindaro Gullo in rappresentanza dei carabinieri che hanno investigato sulla vicenda. Che però non è certo finita, anzi, per certi versi deve ancora iniziare. Tutte le loro speranze sono ora puntate sul 5 novembre, giorno in cui il gip dovrà decidere sulle opposizioni alle richieste di archiviazione che riguardano circa 460 casi che non sono entrati in questo processo. Quel giorno fuori dal tribunale assicurano che saranno molti di più, un loro rappresentante andrà anche in aula, ad accompagnare i legali del Codacons che ne rappresentano la maggior parte. Sulla possibile apertura di un secondo processo hanno investito molto, emotivamente e anche finanziariamente, in tanti hanno affidato le urne con le ceneri al laboratorio indicato dall’ ex comandante del Ris Luciano Garofano, che per cercare eventuali tracce di Dna ha chiesto loro 2.440 euro ciascuno. Sui risultati per adesso c’ è riserbo.m. z. – © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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