I fallimenti diventano una regola Da inizio anno sono già più di 3mila
-
fonte:
- Modena Qui
E per il Cerved l’attesa per i creditori supera i 60 mesi
Numeri che terrorizzano e cancellano le speranze di una ripresa imminente.
Non si arresta la corsa dei fallimenti lungo tutta la Penisola.
Nei primi tre mesi del 2012 sono oltre tre mila nel primo trimestre, +4,2% rispetto all`anno precedente.
È quanto emerge dai dati dell’Osservatorio crisi d`impresa Cerved Group.
Le difficoltà per il sistema delle imprese italiane, evidenziate da un altro trimestre negativo sul fronte dei fallimenti, spiega il Cerved, «sono ulteriormente inasprite dai lunghi tempi dei tribunali: il 17,3% dei fallimenti chiusi nel 2011 fa riferimento a aziende che hanno portato i libri in tribunale prima del 1996 e il 36,4% a imprese che lo avevano fatto precedentemente al 2001».
«La riforma della disciplina fallimentare – commenta Gianandrea De Bernardis, amministratore delegato di Cerved Group – doveva ridurre il carico di lavoro dei tribunali, escludendo le microimprese dall`ambito di applicazione della legge.
L`ondata di nuovi fallimenti aperti a seguito della crisi ne ha però neutralizzato gli effetti: in media, i creditori devono aspettare per la ripartizione dell`attivo circa nove anni dalla dichiarazione del fallimento».I dati territoriali tracciano differenze significative: se i creditori delle imprese siciliane devono aspettare almeno dodici anni e le pugliesi 10,8, quelli del Trentino Alto Adige possono ritenersi «più fortunati» con un`attesa media di 5,7 anni.
Tempi di attesa così lunghi costituiscono, secondo De Bernardis, «un considerevole costo occulto per il sistema delle pmi, che peraltro si accompagna a percentuali di recupero dei crediti incagliati in imprese fallite molto bassi: solo il 14% del totale del passivo, al lordo delle spese di procedura».
Nell`ambito delle società di capitale, forma giuridica in cui si concentrano quasi i tre quarti dei fallimenti aperti, aumentano i default soprattutto tra le aziende non in grado di depositare un bilancio valido tre anni prima della procedura (+13,2%) e tra le piccole imprese con un attivo compreso tra 2 e10 milioni di euro (+9,9%).
L`analisi a livello territoriale del primo trimestre 2012 dell’Osservatorio Cervede conferma, poi, le dinamiche osservate nel corso dell`anno precedente: i default continuano a crescere in tutta la Penisola, a eccezione del Nord Est, in cui si registra una diminuzione dell`8,8% rispetto allo stesso periodo del 2011..
L`aumento dei fallimenti è invece particolarmente intenso nel Centro Italia (+12,7%).
Immediate le reazioni su questi dati allarmannti.
«Il boom di fallimenti registrato dal Cerved nel primo trimestre dell’anno è una emergenza nazionale», afferma l’associazione di consumatori Codacons e Comitas (il Coordinamento che rappresenta e tutela le piccole imprese) che chiedono un incontro urgente al direttore generale dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, per ottenere una immediata dilazione di 24 mesi per tutti i debiti fiscali di piccole e micro imprese.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: Agenzia delle Entrate, attilio befera, Cerved, Comitas, crisi, fallimenti, imprese
