I docenti del liceo artistico: “Classi pollaio illegittime”
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fonte:
- La Provincia di Varese
Documento ai provveditori: «Rispettare il consiglio di stato»
LOMAZZO «No alle classi pollaio con oltre
trenta alunni». Il collegio dei docenti
del Liceo Artistico lomazzese non apprezza
l’ennesimo taglio alla scuola pubblica e
approva una mozione che impegni gli organi
competenti al rispetto di una delibera
del Consiglio di Stato. «Ci opponiamo
con tutte le forze al sovraffollamento delle
classi – conferma Elisabetta Patelli, una
delle docenti promotrici dell’iniziativa –
che creerebbe problemi di sicurezza nelle
aule e condizioni per un’offerta formativa
seriamente compromessa». L’azione
partita dal ’’basso’’ ha avuto il suo esordio
sabato scorso per iniziativa dei docenti
che, in collegio, hanno proposto una mozione
che si fa forte anche di una sentenza
del Consiglio di Stato dei giorni scorsi.
Tale sentenza, in sostanza, respinge il ricorso
fatto dal ministro Gelmini contro il
Tar del Lazio, il quale aveva accolto la class
action di Codacons contro le classi dove il
numero di alunni superasse il limite di 25:
le cosiddette ‘classi pollaio’. Il tribunale
amministrativo aveva ordinato al ministro
Gelmini di emanare anzitutto il Piano generale
per mettere l’edilizia scolastica in
sicurezza, a maggior ragione di fronte ad
un sostanzioso incremento della densità
di alunni. Per queste ragioni i docenti del
liceo artistico nella loro mozione, approvata
all’unanimità, invitano gli uffici scolastici
competenti, gli amministratori (dalla
Regione ai comuni ove sono siti i licei)
e le organizzazioni sindacali all’immediata
applicazione in Provincia di Como delle
decisioni del Consiglio di Stato, congelando
i tagli previsti ed impegnando la dirigenza
scolastica ad accogliere quante più’
iscrizioni possibili nelle sue sedi.
«Questo è un primo segnale importante –
prosegue Elisabetta Patelli – che vuole evitare
il degeneramento dell’offerta formativa.
Abbiamo approvato questa mozione
per alzare uno scudo protettivo sugli allievi,
in quanto crediamo che la scuola pubblica
abbia ancora molto da dare, nonostante
sia attaccata da tutti i fronti. Già ci
tolgono la carta e le penne dalle mani; se
ora ci trovassimo con oltre trenta alunni
stipati in una classe diventerebbe impossibile
offrire una formazione di qualità. Occorre
inoltre assecondare le esigenze dell’utenza
senza riserve di alcun genere, con
il numero maggiore possibile di classi, formate
tendendo conto dei requisiti minimi
di sicurezza, come rilevati dalla class action
del Codacons, fermo restante il numero
massimo di 25 alunni per classe. Speriamo
che questo segnale venga colto anche
da altri Istituti, per un’azione comune
di contrasto a questi sconvolgimenti della
scuola pubblica».
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