18 Ottobre 2009

I DIFENSORI DELL’EX DIRETTRICE “Impugnate le dimissioni estorte dalla dirigenza”

   «Non sono fuggita e non mi sono dimessa volontariamente: l’operazione che mi è stata contestata dalla banca non c’entra nulla con i soldi spariti e quegli ammanchi proprio non riesco a spiegarmeli. Le responsabilità stanno in alto, io mi sento il capro espiatorio».  Parole che ieri il rappresentante del Codacons ha letto nell’intervista all’ex direttrice 57enne Maria Maniscalco pubblicata dalla «Gazzetta». Di getto il commento: «Unicredit accusa l’ex direttrice, lei rimanda al mittente le responsabilità. A noi non interessa di chi sia la colpa, vogliamo essere risarciti». Sul fronte difensivo va annotata una prima mossa. «La Maniscalco – dicono i legali Giovanni Tarquini e Paola Fontana – è stata sommariamente "processata" dai suoi dirigenti per fatti sprovvisti di supporto probatorio e "convinta" a rassegnare immediatamente le dimissioni dopo 34 anni di servizio. Dimissioni che ora abbiamo impugnato, in quanto rientranti nella fattispecie del cosiddetto licenziamento surrettizio o delle "dimissioni estorte"». L’ex direttrice è indagata per appropriazione indebita. «Sui conti della Maniscalco – replicano i suoi difensori – non solo non vi è traccia di somme che non siano di sua esclusiva proprietà, ma neppure di quelle che la banca le deve per legge a titolo di retribuzione. La nostra assistita respinge con fermezza tutti gli addebiti, ribadendo d’aver sempre svolto i propri compiti con serietà, professionalità e nell’esclusivo interesse della banca».

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