3 Agosto 2011

I deputati si allungano le ferie “Andranno in pellegrinaggio”

ROMA Via libera della Camera al suo bilancio, con il taglio annunciato di 150 milioni di euro in tre anni. Però le vacanze si allungano: cento e passa parlamentari all’ inizio di settembre andranno in pellegrinaggio in Terra Santa. E l’ aula della Camera non riaprirà prima del 12, garantendo così cinque settimane di ferie totali ai deputati. La decisione è stata presa nella conferenza dei capigruppo di Montecitorio, chiamata a fissare il calendario delle vacanze. Oggi è l’ ultimo giorno di lavoro dell’ assemblea, poi, concluso il dibattito sulle comunicazioni di Berlusconi sulla crisi economica, il palazzo di Montecitorio chiuderà i battenti fino al 5 settembre, giorno in cui cominceranno a riunirsi le commissioni. L’ opposizione, durante la riunione dei capigruppo, chiede che anche l’ aula di Montecitorio torni a funzionare nello stesso giorno delle commissioni. Ma qualcuno fa notare che proprio in quei giorni un bel numero di parlamentari, 170 tra senatori e deputati, sarà impegnato nel tradizionale pellegrinaggio a Gerusalemme e in Terra Santa. Lo organizza dal 2004 il ciellino Maurizio Lupi, vicepresidente Pdl della Camera. La notizia non passa inosservata al Codacons, l’ associazione a difesa dei consumatori sempre all’ erta nel segnalare i privilegi della casta. Questa volta si rivolge direttamente al Papa , affinchè, vista la crisi economica e i problemi che i parlamentari sono chiamati a risolvere nell’ interesse dei cittadini, faccia una sorta di «moral suasion» e li convinca a rinviare il pellegrinaggio. Forse non servirà arrivare a tanto: di fronte alle polemiche sulle ferie lunghe, il presidente della Camera Gianfranco Fini sonderà di nuovo i gruppi parlamentari per cercare di convincerli a prendersi una settimana di ferie in meno. Inoltre è polemica sui vitalizi degli ex parlamentari. L’ Italia dei valori vorrebbe impegnare la Camera con un ordine del giorno ad abolirli da subito, trasferendo le pensioni degli ex deputati sotto la disciplina dell’ Inps per tutti i lavoratori. Ma Fini dice no a interventi retroattivi, sollecitando le forze politiche a intervenire per il futuro. Alla vigilia dell’ approvazione del bilancio del Senato (che porterà i tagli per il Parlamento a 270 milioni), lo scontro tra presidente della Camera e partito di Di Pietro si consuma sull’ ordine del giorno Idv che prevede la «soppressione immediata di ogni forma di assegno vitalizio» per deputati in carica ed ex parlamentari, col passaggio a una gestione separata in seno all’ Inps. Ma Fini dichiara inammissibile il voto, anche per un principio costituzionale.
 
 

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