15 Maggio 2019

I dati economici Giovani e lavoro sono le vere priorità

 

Il dato sulla produzione industriale in Italia ci consegna una situazione nuovamente critica dopo la mini ripresa del mese scorso. A marzo si è interrotto il trend positivo della produzione industriale partito a gennaio. Rispetto al mese precedente l’ indice è diminuito dello 0,9% e in confronto con il marzo 2018 il calo corretto per gli effetti di calendario è dell’ 1,4%.Una flessione che, rileva l’ Istat, consente comunque di chiudere il primo trimestre con una variazione “ampiamente positiva rispetto al precedente, la prima dal quarto trimestre 2017″. Le flessioni più ampie mese su mese si registrano nei due comparti che erano cresciuti di più nel mese precedente: la farmaceutica (-7,7%) e il tessile e abbigliamento (-4,1%). Anno su anno, a contribuire di più alla riduzione dell’ indice sono la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-9%), la farmaceutica (-6,7%) e la fornitura di energia elettrica, gas e vapore (-5,2%). La produzione di autoveicoli diminuisce del 14,4% su base annua e anche il primo trimestre è in flessione tendenziale del 14%.”Nonostante la flessione registrata a marzo, il primo trimestre dell’ anno corrente – è il commento dell’ Istat – si conclude con una variazione della produzione industriale ampiamente positiva rispetto al precedente, la prima dal quarto trimestre 2017. Tra i principali settori di attività solo per i beni strumentali si registra un incremento congiunturale a marzo, seppure lieve, mentre i rimanenti comparti registrano una dinamica negativa. Anche in termini tendenziali, sia l’ indice generale sia quelli settoriali mostrano flessioni (al netto degli effetti di calendario), con l’ unica eccezione, anche in questo caso, dei beni strumentali, in moderata crescita”. “Ciò che preoccupa è il forte calo dei beni di consumo che, rispetto all’ anno precedente, scendono del -1%, arrivando a calare del -2,4% per quanto riguarda i beni durevoli” afferma Carlo Rienzi, presidente del Codacons. Questi dati – aggiunge – “non possono essere sottovalutati, perché rispecchiano l’ andamento dei consumi delle famiglie ancora estremamente incerto, con i consumatori che rimandano al futuro gli acquisti, specie quelli di beni durevoli, con effetti negativi diretti sull’ industria e sulla produzione”.”Questo governo sta togliendo il futuro a una nuova generazione. Anche oggi arriva la notizia che la produzione industriale cala. Ecco spiegata la rivolta dei giovani contro Lega e Cinque Stelle. Lavoro, scuola, sviluppo sostenibile: ecco le vere priorità. Mandiamo a casa chi mette i propri interessi elettorali davanti all’ Italia”.Romano Vicenzi

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