12 Gennaio 2019

I danni del ponte Scorciavacche La difesa: processo da spostare

Colpo di scena al processo che vede 15 imputati, che rappresentano i vertici dell’ Anas e della Bolognetta scpa, accusati del cedimento del viadotto Scorciavacche, il ponte della Palermo -Agrigento inaugurato il 23 dicembre 2014 e crollato sette giorni dopo. Nella prima udienza che si è tenuta ieri mattina davanti al tribunale di Termini Imerese (presieduto dal giudice Sandro Potestio, a latere Claudia Camilleri e Gregorio Balsamo), gli avvocati difensori han no avanzato l’ incompatibilità territoriale a favore del tribunale di Palermo e mosso un’ eccezione per la costituzione di parte di civile della Codacons. Il collegio deciderà il 13 marzo. Alla base dell’ attività investigativa avviata dal pm Francesco Gualtieri (poi trasferito alla Procura di Palermo) vi era stata una relazione del ministero delle Infrastrutture fatta dagli ispettori inviati subito dopo i fatti in Sicilia. Secondo questa e altre perizie, vennero contestati due punti. Il primo si riferiva alla fase progettuale «e segnatamente quando veniva variato il progetto preliminarmente inserendo un rilevato in terra rinforzata in luogo della parte di viadotto originariamente prevista nel tratto» e questo «nonostante le caratteristiche geologiche, geomorfologiche ed idrogeologiche dell’ area sconsigliassero palesemente una soluzione progettuale diversa dal viadotto». In particolare, nel mirino c’ è l’ apertura anticipata del tratto a Natale del 2014, inaugurato «nonostante non sussistesse alcuna necessità o urgenza e l’ organo di collaudo non avesse mai eseguito alcuna visita o sopralluogo presso il cantiere». (*GIUSP*)

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