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24 Gennaio 2019

«I controllori delle medicine in Italia finanziati da una casa farmaceutica»

pubblicata dal codacons la lista dei medici e degli enti che avrebbero preso soldi dalla glaxo. ci sono l’ istituto superiore di sanità, compreso l’ ex presidente ricciardi, e professionisti che hanno elaborato le linee guida
alfredo arduino «servizi e consulenze». La Verità ha chiesto all’ Istituto un commento alla notizia: ci è stato risposto che hanno bisogno di tempo per verificare. Restiamo in attesa. A rivelare il presunto conflitto d’ interessi è il Codacons, che ha pubblicato sul suo sito l’ elenco dei medici italiani finanziati dalla Glaxo e inoltrato la documentazione all’ Anac perché faccia luce sulla vicenda. La domanda è la seguente: a cosa sono serviti questi soldi? A sorprendere è soprattutto il fatto che nella lista siano presenti l’ Istituto superiore e il suo ex presidente. Ricciardi era già finito sotto i riflettori proprio per lo stesso motivo, ovvero essere stato consulente su farmaci e vaccini per diverse case farmaceutiche. Consulenze legittime delle quali, però, non c’ era traccia nel suo curriculum pubblicato sul sito dell’ Iss, anche perché non è obbligatorio dichiararle. Le stesse consulenze sono state invece comunicate alla Commissione europea, dove la legge lo impone, per il suo incarico come esperto nella squadra europea sull’ efficacia degli investimenti in sanità.Ma la polemica non finisce qui: infatti uno dei vaccini a cui ha collaborato, quello contro il meningococco B, è lo stesso per cui si è speso per renderlo obbligatorio nel corso dell’ approvazione della nuova legge sulle vaccinazioni. Alla fine il vaccino per meningococco B è passato come «fortemente raccomandato». Non c’ è motivo di dubitare che lo abbia fatto in buona fede e nell’ interesse generale, ma resta un quesito: è opportuno che a giudicare un farmaco sia il presidente di un ente pubblico che ha avuto rapporti con chi lo produce? Ci permettiamo di dubitarne, anche se Ricciardi sottolinea di avere sempre rispettato la legge. Il discorso vale, naturalmente, anche per l’ Istituto superiore di sanità nel suo complesso. Appare quanto meno inopportuno, infatti, che l’ organo tecnico scientifico del Servizio sanitario nazionale rientri in questa lista di beneficiari. Come spiega Sonia di Sarli del Codacons: «L’ Istituto superiore di sanità è un ente pubblico che ha come compito quello di vigilare su farmaci e vaccini. Dovrebbe per questo essere un organismo super partes, assolutamente libero da qualunque condizionamento. Siamo di fronte a un evidente conflitto di interessi perché l’ Iss, così come i suoi esponenti, non dovrebbe intrattenere alcun rapporto con le case farmaceutiche».Nell’ elenco diffuso dall’ associazione dei consumatori a lasciare perplessi non è solo l’ Iss. Ma anche medici e fondazioni che hanno fatto parte del gruppo di lavoro del nuovo piano nazionale di prevenzione vaccinale, entrato in vigore nel 2017 e tutt’ ora attivo. Alcuni esponenti del team hanno percepito denaro dalla Glaxo come rimborso per aver partecipato a eventi e per fornito consulenze. Le somme sono state versate fra il 2015 e il 2017, proprio mentre il comitato lavorava alle linee guida in tema di vaccini. Anche in questo caso non c’ è nessun reato, ma siamo di fronte a un altro presunto conflitto di interessi. Secondo i dati pubblicati dalla Federazione europea delle associazioni e delle industrie farmaceutiche, poi elaborati dal Codacons, a incassare sarebbero stati tre medici e due federazioni nazionali. In particolare compare il nome di Paolo Bonanni che all’ epoca del piano vaccinale, e cioè fra il 2015 e il 2016, era nella direzione della Società italiana di igiene. Secondo il report, avrebbe preso come corrispettivo per servizi e consulenze 15.000 euro nel 2015, 7.900 euro nel 2016 e 693 euro nel 2017. Il secondo nome è quello di Silvestro Scotti, che ha partecipato alla redazione del piano in qualità di esponente della Federazione italiana medici di medicina generale. Il professionista avrebbe ricevuto, come rimborso per aver presenziato a un evento, 374 euro nel 2015. Infine c’ è Alberto Villani, presente nel comitato scientifico come presidente della Società italiana di pediatria. Dalla Glaxo avrebbe ricevuto 378 euro nel 2015 e 1.285 euro nel 2017 come rimborsi. Nella lista risultano anche due federazioni nazionali. La Federazione italiana medici pediatri foraggiata con 56.000 euro nel 2015, 153.692 euro nel 2016 e 149.322 euro nel 2017 come «voci di spesa relative ai costi dell’ evento». Mentre la società italiana pediatria avrebbe ottenuto 27.450 euro nel 2015, 26.840 euro nel 2016 e 55.729 euro nel 2017 con la medesima motivazione.«Queste società e questi medici hanno percepito denaro da una casa farmaceutica che commercia vaccini. Quindi potrebbero aver in qualche modo spinto il piano nazionale verso una certa direzione», accusa Sonia di Sarli, «la Glaxo produce fra le altre cose l’ Infanrix Hexa, un vaccino esavalente obbligatorio in Italia proprio alla luce del nuovo piano. Anche in questo caso il conflitto di interessi è più che evidente».

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