I CONTRIBUENTI HANNO DIRITTO AL RIMBOSRO DELLE TASSE SULLA RACCOLTA
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fonte:
- Il Mattino
Bomba-rifiuti pronta a esplodere. All`emergenza costante dei sacchetti non raccolti, alla pioggia e al vento di questi giorni che li trascinano dappertutto su strade e marciapiedi con tanto di scie di percolato, si aggiunge adesso il puntuale sovraccumulo del volume dell`immondizia che sotto le festività aumenta più del doppio. Una miscela che per quei Comuni ormai inginocchiati da mesi davanti alle montagne di spazzatura, rischia di precipitare nell`impasse più totale. A Portici, considerata una delle poche isole felici del nostro pianeta-immondizia, è partita una denuncia dei residenti. “Via Pagliano, che confina con San Giorgio a cremano e non è lontana da Ercolano, è diventata una discarica abusiva dove ignoti vengono a sversare anche dai Comuni vicini“, accusano gli abitanti. “Attraverso le etichette su buste e scatoloni abbiamo scoperto – spiega Ciro Incoronato, responsabile della raccolta rifiuti al Comune di Portici – che i rifiuti provengono nella maggior parte da persone residenti nelle città vicine. Ma è difficile individuarle, ci vorrebbero delle telecamere. Per ora possiamo soltanto intensificare la raccolta in questa zone“. E veniamo a Ercolano. Un disastro. “La situazione è drammatica. E non si intravvedono soluzioni – dice Maurizio Loreto, responsabile della Jacta, l`azienda che si occupa della raccolta – Si parla da più di un anno di trovare aree alternative. Ormai siamo prossimi alla chiusura del sito di Giugliano, questo aggraverà la situazione. Non c`è angolo in cui i cassonetti non siano stracolmi“. Secondo le stime, a terra ci sono in città almeno mille tonnellate di immondizia, quasi tutte accumulate vicino a villa Campolieto, a pochi passi dagli scavi, lungo via Panoramica. Per non parlare della periferia. “Anche Taverna del Re si avvia alla chiusura – dice Loreto – e il sito di stoccaggio provvisorio individuato dal sindaco Daniele è saturo. Non sappiamo cosa fare, abbiamo camion in fila da giorni“. Un po` meglio a Torre del Greco, dove ogni giorno vengono prodotte circa cento tonnellate di rifiuti. Qui, il primo cittadino ha dato il via all`ampliamento del sito di Santa Maria La Bruna per far posto a nuove 750 tonnellate di rifiuti. “Un accorgimento – spiega Ciro Borriello – che ci farà respirare un po`, in attesa di una soluzione alternativa alla paventata chiusura dell`impianto di Giugliano“. A San Giorgio a Cremano, invece, continua l`incubo. E non c`è tregua per i mercatini e le scuole che già in passato sono stati costretti a chiudere. Per togliere dalle strade i sacchetti accumulati ora il sindaco, Domenico Giorgiano, sta cercando di reperire addirittura dei container in ferro dove poter depositare temporaneamente la spazzatura. “In un incontro con il prefetto e il commissario Pansa – dice Giorgiano – ho prospettato il rischio di chiusura anticipata per le scuole e le enormi difficoltà delle attività commerciali. Siamo in ginocchio“. Castellammare intanto affila le armi legali. In difesa della salute dei cittadini scende in campo il Codacons. L`associazione dei consumatori ieri ha inviato un dossier-denuncia al sindaco Vozza, alla Multiservizi e alle associazioni ambientaliste. “Chiediamo subito un tavolo di concertazione – hanno spiegato Anna Baccari e Vincenzo Polito del Codacons di via D`Annunzio – se questo non avverrà in tempi accettabili, esigeremo il risarcimento dei danni, che sarà pari alle tasse per la nettezza urbana versate finora dai contribuenti“. In costiera, dal collasso annunciato giorni fa, è scattata ora la piena emergenza. “Stiamo cercando di trovare una soluzione – commenta l`assessore all`Ecologia del Comune di Piano, Francesco Gargiulo – attraverso la differenziata, ma non è semplice“. A Vico intanto è ripresa proprio ieri la raccolta nella zona periferica e nelle frazioni collinari. Rimosse da via Bosco, vicino alla chiesetta di Santa Maria della Salute, circa 20 tonnellate di rifiuti. Oggi toccherà all`area collinare che dal centro arriva a Moiano. Ma per tornare alla normalità, sempre che il sito di Battipaglia non dia forfait, ci vorranno almeno altri tre giorni.
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