2 Marzo 2005

I conti pubblici italiani vanno a gonfie vele.

Ma quale declino, quale catastrofe: i conti pubblici italiani vanno a gonfie vele. «Miracolosamente», l`Italia ha rispettato il patto di stabilità, visto che il parametro di Maastricht è al 3 per cento. Ma c`è ancora una partita da giocare, la più importante, cioè «la crescita». È questo il pensiero del ministro dell`Economia, Domenico Siniscalco, sostenuto dalla maggioranza (da Fabrizio Cicchitto, di Fi, a Riccardo Pedrizzi, di An), che non perde occasione per prendersela con l`opposizione «catastrofista e sbugiardata». Il centrosinistra risponde per le rime. L`ex ministro dell`Economia, Vincenzo Visco (Ds), è durissimo: «I dati resi noti dall`Istat sono pessimi e confermano tutto l`allarme che le opposizioni avevano lanciato sulla probabile manipolazione dei conti pubblici». Vannino Chiti (Ds) torna a parlare di «rischio declino» e di «economia stagnante». Ironico il commento di Guglielmo Epifani, leader della Cgil: «Vedo che il governo è soddisfatto. Non so di cosa».

Insomma è scontro politico, mentre da una indagine americana, l`Italia risulta il Paese con la percentuale più alta di pessimisti (circa il 70 per cento), seguita solo dalla Corea del Sud. Ma Siniscalco sembra più che soddisfatto e dichiara che il «processo di risanamento procede secondo i programmi, senza gravare sulle tasche degli italiani». E aggiunge: «C`è motivo di soddisfazione perché il debito pubblico scende e il deficit è dentro il famoso tetto del 3 per cento. Aggiungo che Eurostat, cioé l`ufficio statistico europeo, ci ha chiesto di rivedere la classificazione di alcune voci come le Ferrovie: se questa riclassificazione non ci fosse stata staremmo al 2,7 per cento, meglio di quanto promesso in sede europea a luglio». Ma così non è andata. Ovviamente per molti azzurri l`occasione è ghiottissima. Gongola Isabella Bertolini, vice capogruppo di Fi alla Camera, che dice tutta contenta: «La Cdl aveva ereditato una voragine catastrofica dai malgoverni di centrosinistra e, con un impegno straordinario, sta risanando l`indebitamento». Ecco, invece, Francesco Giro (Fi): «L`Istat smentisce il catastrofismo delle sinistre». Ridacchia Antonio Martusciello (Fi): «Assistere in queste ore ai mal di pancia della banda del buco conferma quanto pensavamo da tempo: che questi signori antepongono sempre e comunque la cecità ideologica all`interesse superiore del Paese».

Tutte storie, ribattono a sinistra. La verità è che il governo manipola le cifre perché le elezioni si avvicinano. Lo dice Visco, lo ribadisce Chiti. Ma c`è anche chi, come Roberto Pinza, invita l`esecutivo a leggere meglio i dati dell`Istat: «Come intende conciliare l`esecutivo le esultanti dichiarazioni sul calo della pressione fiscale complessiva, quando ad una attenta lettura dei dati reali dell`istituto di statistica risulta chiaro che sono aumentate sia le imposte dirette che quelle indirette?». Lo stesso appunto viene da Marigia Maulucci (Cgil), che afferma: «Il dato Istat dimostra la fragilità dell`equilibrio deficit-pil». Come dire che non c`è proprio niente da vantarsi. Per Elio Lannutti, dell`Intesaconsumatori, la verità è ancora un`altra: «Siamo di fronte all`ennesimo scandalo dell`Istat. Uno scandalo che si consuma due-tre volte la settimana. L`Istat è sempre più allineata con il potere: guarda caso non ha avuto problemi a dare il dato sul deficit-pil e sulla pressione fiscale in calo». Quindi, a giudizio dell`esponente dell`Intesa, i «problemi tecnici da risolvere sono quelli della sostituzione di Luigi Biggeri al vertice dell`istituto, per ridargli una piccola credibilità».

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